lunedì 22 agosto 2011

Nuota!

Ufficiale ufficiale, ok, già dopo la scorsa lezione galleggiava un po' annaspando, ma era roba di pochi secondi. Oggi... oggi tuffi, e risale a galla, qualche bracciata, qualche metro a cagnolino, certo lo stile è molto sul genere "no no, non sto affogando giuro!" ma sta a galla, va avanti, fa lo scivolo da grandi che finisce nella vasca da grandi, va sul fondo a prendere le cose (e il papi ha lasciato andare sul fondo l'orologio, l'unica cosa a disposizione che non galleggiasse, molto poco fiducioso).

Ecco, questa è stata forte...
Mamma, butta la cuffia?
Eh???
La cuffia, buttala che la prendo sul fondo!
Amore, galleggia...
Allora qualcos'altro..
E cosa? 
Il costume
Ah già, ci manca quello... e poi galleggia.
Qualcosa, ti prego, qualunque cos.... papi, l'orologio!
Eh???!!!???
Dai, dai, dai...
No no, scordatelo.
ti prego papino, ti prego, ti adoro, ti prego
N... va... si, se... vabbé... ok...
Mamma, io mi tuffo e tu devi schiacciarmi la testa sotto
Scusa?
Si si, io mi tuffo e tu mi schiacci sotto, lo fa anche la maestra, sennò non arrivo in fondo, ma solo un po', conti fino a due poi lasci.

Ecco, tenere la testa sott'acqua della seienne che fino al giorno prima si fidava poco anche dei braccioli, fa un certo effetto...

E così oggi, la nostra Saretta ha deciso che i braccioli non li vuole più. Avanti alla prossima!

giovedì 11 agosto 2011

Voglia di parlare

E la piccola teppa inizia a parlare...

Così "iamo, bibolo, mamma iamo" e lo scivolo sembra improvvisamente una cosa romantica quanto la luna.

Lo yogurt è diventato frutta, e se lo dice lei è così, punto, che sennò s'offende e ti becchi certe occhiatacce che nemmeno Lucifero in persona... E le pàtate sono... sono patàte come sempre, ma non pensavi prima che bastava un accento diverso e un vocino così, e avrebbero cambiato gusto.

Le "aote" poi, sono gustose, ma così gustose, quando te le chiede saltellando sulla sedia, orgogliosa per essere riuscita a dire "aote" che se vincessi al superenalotto non avresti un sorriso come quello.

Poi ci sono tutti i vari "no mamma, io detto, via, tu via, vai, mio detto, io." che ti senti un po' un soldato agli ordini, ma ti squagli lo stesso.

Poi ci sono tutti i "sciola" del caso. Che ora fa tutto lei da sola. Anche le scale. Ok, solo a scendere, ok solo qualche gradino, vabbé fa un po' di caciara, ma è così orgogliosa di dirti "no mano, io sciola". Poi tocca salire, alza le braccia "baccio" e il giro tocca a te...

C'è anche il "teno" quello che passa dietro casa nostra, che è lì ogni giorno, e incanta ancora Sara. Ci piace tanto, proprio tanto. Poi mi prende per scema se per strada le spiego che "no amore, non è un treno quello, è un pullman/camion" e mi becco il "no, teno ello, ohhh" di turno, con quel "ohh" finale di una che non sopporta più di doverti spiegare le cose ogni volta. Però il "tattoe" lo riconosce benissimo, deve avere un nonsoché di speciale perché non lo confonde...

Per altre cose le parole non servono. Appena vede la piscina non chiede niente, tira giù i pantaloni ed è tutto chiaro, se poi siamo in mezzo al parcheggio, beh, sono dettagli...

E altre cose semplifichiamo. I pulcini fanno pio pio. Gli uccellini fanno pio pio. No,nonmenefreganientesepulcinieuccellinonsonougualinoncomplichiamocilavitachepiopiovabenepertutti. Punto.


Conta anche. 
Mi dai due mollette amore?
Ugno... due...
Ancora una
Teee... atto...
E voilà, sei pronta a iscriverla alla Bocconi a 10 anni che un genio non tutti ce l'hanno in casa. Al che le chiedi di passarti un calzino, ti dà le mutande, si offende se le spieghi la differenza, si va a prendere il ciuccio, e ringrazi che forse la Bocconi costa un tantino...


Che poi non è quel che dice. Ma quel vocino fino fino e dolce, mescolato a quelle facce che sa fare solo lei, roteando gli occhi al cielo senza speranza, inclinando la testolina e sgranando gli occhioni, stringendo e muovendo le labbra. Che le scoppi a riderle in faccia, e vengano a dirti che non va bene! 

mercoledì 3 agosto 2011

Un dolce cagnolino...

Succede che abitiamo al 4° piano. Senza ascensore.
Succede anche che la piccola sta crescendo, e 11 kg suonati non sono più un peso piuma.

Così si prova a farle fare la scalata da sola. Funziona raramente.

Ieri sera però ero decisa. E anche lei lo è stata, fino al secondo piano. Poi si piazza a gambe larghe, braccia in su, faccino tenero "baccio...". Ecco, ci siamo... Ma mi viene un flash.

No amore, non in braccio, fammi vedere come fa le scale il mio cagnolino bello...

Perché ora ad Alessia piace giocare al cagnolino. Così uno ci prova...

E ti ritrovi alle nove di sera con una piccoletta a 4 zampe su per le scale. Che si ferma e ti fa "bau" perché vuole la carezza. Che si ferma e scodinzola e riparte solo se le dici "vieni, vieni bel bau, che a casa c'è la pappa". Che tira fuori la lingua e ti lecca la gamba. E tu speri che non passi nessuno proprio in quel momento.

Poi arrivi a casa e lei è tutta contenta. Così alza le zampine davanti e ti fa capire che devi scendere giù. E ti bacia la guancia alla moda dei cani. Praticamente ci ha leccati tutti per mezz'ora. Ogni volta scendi pensando che devi dirle che non va tanto bene, ma nel frattempo incontri gli occhioni che brillano, il sorriso a lingua in fuori, il faccino tondo e....

Vabbé, ho passato la serata ad asciugarmi la guancia. Certi baci ne valgono la pena....