Sara.
Ha sempre adorato andare dalla pediatra. Vai a capire perché... Entra in sala d'attesa e lei ride, gioca, si rianima. A un certo punto l'ho anche detto alla nostra pediatra "senta, facciamo così, quando sta male io vengo qua, aspettiamo un po' lì in saletta, stiamo buone buone, poi me ne torno a casa, che è meglio dell'antibiotico".
Ha sempre adorato il lettino, sempre impaziente di salirci sopra, sempre pronta ad aprire la bocca, a respirare forte, a tossire, felice come una pasqua di pesarsi, da sempre.
Ecco, ieri ha fatto tutto da sola. Perfetto. Schiena a posto, occhi a posto, sveglia, legge, parla bene, denti perfetti (per ora... speriamo!), peso e statura buoni (piccoletta ma mamma e papà sono così...), tutto ok. Uscita dispiaciuta che fosse già finito.
Alessia.
E' entrata e ha chiarito subito le cose. Sguardo torvo del genere "se mi tocchi mordo.". L'ho seduta sul lettino e ha urlato. Le ho tolto le scarpe e l'urlo ha superato la soglia di sopportazione.
Ha provato a pesarla sulla bilancia dei grandi "magari le piace di più". Niente, piedi stile medusa che si ritira, non c'è stato verso.
Va bene, signora, sediamola... allora... 11 e3... no 11 e 6... ferma un attimo picc... no no, seduta, sentalaprendachecade!!!
Ecco, peso a stima.
La lunghezza.
Ecco, signora, lei le tenga la testa lì vicino al bordo, io provo se riesco... certo che questo ginocchio non lo piega eh...
Insomma, lei urlava, io le bloccavo la testa, la pediatra le bloccava e tirava le gambe... Roba che se ti vedono ti arrestano.
I denti, in braccio, infilandole l'abbassalingua in bocca, mentre si contorceva e io la bloccavo, rossa come un peperone. Riuscita a vedere che ci sono (non ci credo nemmeno morta che li ha contati, non ci casco) è stata gentile e le ha detto "tieni, ti regalo questo, lo vuoi?" dandole l'abbassalingua.
Lei l'ha preso, l'ha guardata malissimo e l'ha tirato via.
No, non voglio. Ehm, grazie...
Persino il battito del cuore è stata una lotta, a momenti gli strappa lo stetoscopio dalle orecchie.
Insomma, per par condicio ha decretato che anche lei cresce, sempre piccolina ma cresce e sta bene. Di sicuro si difende!
mercoledì 27 luglio 2011
In montagna...
E così l'abbiamo fatto, prima camminata in montagna in 3, la piccolina da nonna e noi due solo per Sara, che ci voleva.
Beh, una bella incognita, tu che a volte cammini un'ora e altre ti stanchi ad alzarsi dal divano. Invece ci hai sorpresi. Percorso molto più lungo di quel che pensavamo, ci sono volute 3 ore, la prima è volata, sei partita dietro al tuo papi dopo avergli dato il suo biglietto di auguri per il compleanno, fatto da te, e hai saltellato sulle pietre come un cerbiatto, allegra e convinta di volerti trasferire in montagna...
La seconda ora è stata stancante, pensavamo che il rifugio fosse vicino, aspettavamo di vedere il prato promesso, e invece a ogni curva ancora strada... Ma c'era il lago da vedere, gli stambecchi da fotografare, lo spuntino con la marmellata come l'hai chiesto tu, mamma e papà da fotografare, ed è passata...
La terza ora è stata molto più difficile, io ero stanca, tu eri stravolta, il rifugio era lì davanti a noi, sembrava sempre a due passi, ma di nuovo niente.
Quando ormai sembrava di toccarlo ad allungare il braccio, ti ho detto "guarda, siamo arrivati!" poi ho letto il cartello. Altri 40 minuti. No, non si può!
Però ho iniziato a inventarmi storie, cose strane e ridicole, ci sono riuscita bene, ti sei distratta e ce l'hai fatta, un passo dopo l'altro e sei arrivata, e non ci credevo io, e nemmeno tu! Quando ti ho detto "amore, questa volta è vero, questa volta siamo arrivati, ce l'hai fatta!" mi hai chiesto se era proprio vero vero...
Ed eccoti di nuovo carica, due panini al prosciutto (non mi lamenterò più che non mangi, piuttosto ti porto in montagna!), la merendina rubata a papà, anche l'omogeneizzato di frutta, e via, di nuovo a saltellare per il prato, a guardare col binocolo, a cercare cosa c'è là dietro, e dietro a quella pietra grande, e dietro a quella discesa...
E poi siamo ripartiti. Che dici, Sara, facciamo la strada più lunga, che è facile, o quella corta che è difficile?
Quella cortaaaa!!!
Ecco... corta più o meno, difficile molto più di quel che pensavo, da tenerti a ogni passo. Alla fine ti sei lamentata anche parecchio, e avevi ragione. Ma sei arrivata. Fino al parcheggio, fino al bar, fino a un meritato gelato.
La prossima volta giuro che controllo meglio il percorso. Ma intanto è stata una giornata bellissima, e tu ora lo sai, che non c'è niente che non puoi fare!
Beh, una bella incognita, tu che a volte cammini un'ora e altre ti stanchi ad alzarsi dal divano. Invece ci hai sorpresi. Percorso molto più lungo di quel che pensavamo, ci sono volute 3 ore, la prima è volata, sei partita dietro al tuo papi dopo avergli dato il suo biglietto di auguri per il compleanno, fatto da te, e hai saltellato sulle pietre come un cerbiatto, allegra e convinta di volerti trasferire in montagna...
La seconda ora è stata stancante, pensavamo che il rifugio fosse vicino, aspettavamo di vedere il prato promesso, e invece a ogni curva ancora strada... Ma c'era il lago da vedere, gli stambecchi da fotografare, lo spuntino con la marmellata come l'hai chiesto tu, mamma e papà da fotografare, ed è passata...
La terza ora è stata molto più difficile, io ero stanca, tu eri stravolta, il rifugio era lì davanti a noi, sembrava sempre a due passi, ma di nuovo niente.
Quando ormai sembrava di toccarlo ad allungare il braccio, ti ho detto "guarda, siamo arrivati!" poi ho letto il cartello. Altri 40 minuti. No, non si può!
Però ho iniziato a inventarmi storie, cose strane e ridicole, ci sono riuscita bene, ti sei distratta e ce l'hai fatta, un passo dopo l'altro e sei arrivata, e non ci credevo io, e nemmeno tu! Quando ti ho detto "amore, questa volta è vero, questa volta siamo arrivati, ce l'hai fatta!" mi hai chiesto se era proprio vero vero...
Ed eccoti di nuovo carica, due panini al prosciutto (non mi lamenterò più che non mangi, piuttosto ti porto in montagna!), la merendina rubata a papà, anche l'omogeneizzato di frutta, e via, di nuovo a saltellare per il prato, a guardare col binocolo, a cercare cosa c'è là dietro, e dietro a quella pietra grande, e dietro a quella discesa...
E poi siamo ripartiti. Che dici, Sara, facciamo la strada più lunga, che è facile, o quella corta che è difficile?
Quella cortaaaa!!!
Ecco... corta più o meno, difficile molto più di quel che pensavo, da tenerti a ogni passo. Alla fine ti sei lamentata anche parecchio, e avevi ragione. Ma sei arrivata. Fino al parcheggio, fino al bar, fino a un meritato gelato.
La prossima volta giuro che controllo meglio il percorso. Ma intanto è stata una giornata bellissima, e tu ora lo sai, che non c'è niente che non puoi fare!
mercoledì 13 luglio 2011
Romantica...
Tu che pesti i piedi a ogni parola, che urli "ti odio" e "sei una pizza" a ogni respiro, che sbatti le porte, che se ti si sgrida giuri che "mi fate morire!", che fai le facce brutte e le linguacce, che non ci vuoi due minuti su tre...
Ma io ti vedo sai?
Quando entri in camera e tua sorella dorme, e le metti il suo Leo vicino a farle compagnia...
Quando sai che è il compleanno di papà e vorresti regalargli la moto, proprio come piacerebbe a lui...
Quando hai preso in braccio il tuo nuovo amichetto di due settimane, e per una settimana non hai parlato d'altro...
Quando mi sono fatta male a un piede, una sciocchezza, e hai pianto al posto mio...
Quando sei caduta, hai avuto paura, e non volevi ti toccassi, ma poi hai singhiozzato lì sulla mia pancia, come da piccola...
Quando ci disegni, tutti e quattro, tra fiori, cuori e sorrisi...
Quando è bastato un giorno al mare e ti sei rinnamorata del tuo papà...
Quando sgrido tua sorella, e ti mordi il labbro perché sai che se mi contraddici sgrido anche te, ma non ce la fai, e la aiuti...
Quando vieni nel lettone e mi accarezzi i capelli...
Quando alle 2 del mattino, saranno i fumi del sonno, mi dici che sono la mamma migliore del mondo...
Io ti vedo, orsetta mia. Fai la dura ma sei un cuore di burro.
Devo solo ricordarmelo quando lo nascondi troppo bene.
Ma io ti vedo sai?
Quando entri in camera e tua sorella dorme, e le metti il suo Leo vicino a farle compagnia...
Quando sai che è il compleanno di papà e vorresti regalargli la moto, proprio come piacerebbe a lui...
Quando hai preso in braccio il tuo nuovo amichetto di due settimane, e per una settimana non hai parlato d'altro...
Quando mi sono fatta male a un piede, una sciocchezza, e hai pianto al posto mio...
Quando sei caduta, hai avuto paura, e non volevi ti toccassi, ma poi hai singhiozzato lì sulla mia pancia, come da piccola...
Quando ci disegni, tutti e quattro, tra fiori, cuori e sorrisi...
Quando è bastato un giorno al mare e ti sei rinnamorata del tuo papà...
Quando sgrido tua sorella, e ti mordi il labbro perché sai che se mi contraddici sgrido anche te, ma non ce la fai, e la aiuti...
Quando vieni nel lettone e mi accarezzi i capelli...
Quando alle 2 del mattino, saranno i fumi del sonno, mi dici che sono la mamma migliore del mondo...
Io ti vedo, orsetta mia. Fai la dura ma sei un cuore di burro.
Devo solo ricordarmelo quando lo nascondi troppo bene.
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