sabato 15 ottobre 2016

Con Alessia un pomeriggio passiamo per caso davanti al cimitero di Saluzzo. A piedi. Senza fretta.
Questo cos'è?
Un cimitero, dove si seppelliscono i morti, qui c'è anche nonno Paolo.
Davvero? Andiamo?
Vuoi vederlo? Andiamo.
Entriamo.
Mamma, cosa sono quelle case lì?
Tombe di famiglia.
Ah, se muore tutta la famiglia la mettono lì?
Si, insomma, uno per volta ma li mettono tutti insieme.
Ah. Ma tutti insieme fanno prima...
In effetti....
Mamma, e queste però perché sono per terra?
Chi non vuole una casetta ha una tomba normale, per terra, o fuori come quelle.
Ah, capito.... Sono taaante.
Eh, si.
Perché tutti moriamo. Anche io prima o poi. Fa niente.
Si, facciamo poi però, se non ti disturba.
No, è uguale.

Che siano giostre o cimitero poco cambia. Studia e osserva tutto, con la massima nonchalance...
In compenso vede, vicino a quella del nonno, la tomba di una ragazzina di 13 anni, nella foto un faccino di bimba che non dovrebbe proprio stare lì.
Io avevo il magone.
Lei... "Mamma, così è più bella, la vuoi anche tu così? Io si!".
È uscita saltellando.
Occhi senza filtri, cuore senza paura.

venerdì 24 giugno 2016

Pagelle

Per Sara un'ottima presentazione alle medie. Dovrà lavorare sodo per mantenere le aspettative che si è creata. La soddisfazione più grande è stato vederle negli occhi, dopo la malinconia per il percorso finito, dopo la paura per la novità delle medie che la aspetta, quel lampo veloce, col sorriso complice, che vuol dire "si, sarà una bella sfida, ma io ce la posso fare".
Dopo qualche giorno di malinconia, la mia piccola leonessa è pronta a godersi il riposo e ripartire con tutta la sua determinazione.

Per Alessia una grande sorpresa.
Lei che è arrivata piccina, minuta, timida, convincendo tutti che la cosa era troppo grossa per lei, che non avrebbe retto... Ha sfondato. Gli insegnanti stessi sono stati sorpresi fin da subito, e fino alla fine.
Sembrava così piccina...
Con quel faccino così... timido, tenero, insicuro...
Pareva fuori posto, un pesciolino troppo piccolo... Poi non conosceva nessuno...
Da come ci hanno detto le maestre dell'asilo sembrava non fosse pronta per affrontare la scuola...
Stava lì in un angolino, quasi dovesse sparire da un momento all'altro...

E invece, tra una coccola e l'altra, nonostante un po' di malinconia ogni giorno, è arrivata alla fine con risultati brillanti, stupendo tutti perché zitta zitta, lì un po' dietro al sipario, vedeva tutto, ricordava tutto, capiva tutto, senza perdere un colpo, senza farsi abbattere, conquistando abbracci e sorrisi, con quel tocco di ingenua sfrontatezza che ha dato il via ad aneddoti e risate che non dimenticheremo facilmente. E nonostante tutto senza perdere quel faccino così piccino, timido e tenero.

Due occhi da cerbiatto che nascondono un cuore da leone anche per lei.
9 giugno 2016

Ultimo giorno di scuola.

Ultimo giorno di elementari.

Cinque anni dicendo ogni giorno "non ho voglia", "non mi piace la scuola" e poi rendersi conto, in pochi minuti, che è finita, che mancherà, che non era così male, anzi, forse, si, è vero, era bello, era quasi come a casa, era così familiare ormai, quelle maestre che mi conoscevano così bene, quei compagni con cui condividere tutto, e finisce qui.

Ci mancherà. Ma siamo pronti per un'altra avventura.




lunedì 9 maggio 2016