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martedì 10 dicembre 2013

Dialoghi.

Banale forse dire che sembrava una di quelli che "non parlerà mai"...


In auto.

Mammaaaa.... guadda, trattoeee!!!
hai visto un trattore?
Si!
E com'era?
Mamma, era come era, noccapppissci mai niente tu!

Ancora in macchina, non ricordo la premessa...
Si, mamma, pecché io sono bella e topolosa....
Ah, davvero?
Si, sono bellissima, però.. non fatemi arrabbiare eh.... !

Ieri tornando a casa dall'asilo.
Mamma, sai che c'era maestra nuova?
Ah si?
Si, e si chiama Daniela, comme te.
Davvero? Ti piace?
Si, è brava...
E ci sarà lei quando la tua maestra Loredana avrà il suo bimbo?
No, ora Loredana no ha bimbo.
Non ancora, fra qualche mese...
Già, ora fa freddo, quando fa freddo lo tiene nella pancia pecché così sta caldo, quando fa caldo lei lo fa.

A casa, merenda.
Mamma, bava, fai bene a mangiare tanti mandarini!
Ah si? Perché mi fanno bene?
No, pecché così ti viene pancia gande e mi fai un bimbo.
Ah... eh, ma se papà non vuole?
Fa niente, lo tengo io nel mio letto, vicino vicino.
Capito...
Ti pego, peffffavvvvooooeeeeee!


Subito dopo merenda, scappando in bagno:
Mamma, io vado a lavammi denti, pecché non voglio che mi vengono le lacrime ai denti!

giovedì 11 agosto 2011

Voglia di parlare

E la piccola teppa inizia a parlare...

Così "iamo, bibolo, mamma iamo" e lo scivolo sembra improvvisamente una cosa romantica quanto la luna.

Lo yogurt è diventato frutta, e se lo dice lei è così, punto, che sennò s'offende e ti becchi certe occhiatacce che nemmeno Lucifero in persona... E le pàtate sono... sono patàte come sempre, ma non pensavi prima che bastava un accento diverso e un vocino così, e avrebbero cambiato gusto.

Le "aote" poi, sono gustose, ma così gustose, quando te le chiede saltellando sulla sedia, orgogliosa per essere riuscita a dire "aote" che se vincessi al superenalotto non avresti un sorriso come quello.

Poi ci sono tutti i vari "no mamma, io detto, via, tu via, vai, mio detto, io." che ti senti un po' un soldato agli ordini, ma ti squagli lo stesso.

Poi ci sono tutti i "sciola" del caso. Che ora fa tutto lei da sola. Anche le scale. Ok, solo a scendere, ok solo qualche gradino, vabbé fa un po' di caciara, ma è così orgogliosa di dirti "no mano, io sciola". Poi tocca salire, alza le braccia "baccio" e il giro tocca a te...

C'è anche il "teno" quello che passa dietro casa nostra, che è lì ogni giorno, e incanta ancora Sara. Ci piace tanto, proprio tanto. Poi mi prende per scema se per strada le spiego che "no amore, non è un treno quello, è un pullman/camion" e mi becco il "no, teno ello, ohhh" di turno, con quel "ohh" finale di una che non sopporta più di doverti spiegare le cose ogni volta. Però il "tattoe" lo riconosce benissimo, deve avere un nonsoché di speciale perché non lo confonde...

Per altre cose le parole non servono. Appena vede la piscina non chiede niente, tira giù i pantaloni ed è tutto chiaro, se poi siamo in mezzo al parcheggio, beh, sono dettagli...

E altre cose semplifichiamo. I pulcini fanno pio pio. Gli uccellini fanno pio pio. No,nonmenefreganientesepulcinieuccellinonsonougualinoncomplichiamocilavitachepiopiovabenepertutti. Punto.


Conta anche. 
Mi dai due mollette amore?
Ugno... due...
Ancora una
Teee... atto...
E voilà, sei pronta a iscriverla alla Bocconi a 10 anni che un genio non tutti ce l'hanno in casa. Al che le chiedi di passarti un calzino, ti dà le mutande, si offende se le spieghi la differenza, si va a prendere il ciuccio, e ringrazi che forse la Bocconi costa un tantino...


Che poi non è quel che dice. Ma quel vocino fino fino e dolce, mescolato a quelle facce che sa fare solo lei, roteando gli occhi al cielo senza speranza, inclinando la testolina e sgranando gli occhioni, stringendo e muovendo le labbra. Che le scoppi a riderle in faccia, e vengano a dirti che non va bene!