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sabato 26 settembre 2015

Nuovo inizio

L'avventura inizia anche per te.

Con il tuo grembiulino che sembra troppo grande.

Con quel faccino che sembra troppo piccolo.

Con l'entusiasmo solito per le cose nuove.

Che sia una buona avventura, amore mio!




mercoledì 27 giugno 2012

Piccole donne crescono.

Finita la scuola, ritirata la pagella, iniziate le vacanze.

Si ricarica e respira. Mentre io faccio bilanci, mi riguardo le foto di settembre, e guardo lei, di nuovo la foto del primo giorno di scuola, il grembiule, quello zaino enorme, il sorriso emozionato, che poi non avrei più visto per settimane, nascosto dal viso preoccupato e sapaventato e da qualche lacrima. Poi riguardo lei. 

Quanto si può crescere e cambiare in un anno? 

Una pagella meravigliosa, impegno al massimo, entusiasmo tanto e l'entusiasmo è proprio la cosa che mi interessa di più, quella per cui ho lavorato tanto.

Mamma ho preso 10. Brava amore, ma senti, cos'hai imparato? Hai visto quante cose nuove oggi, sei orgogliosa?

Quando ha iniziato scriveva paroline, la ritrovo seduta sul divano vicino a me, a leggersi il suo libro mentre io mi leggo il mio (o ci provo tra i mille "mamma, cosa vuol dire questo?"). 
L'ho portata che disegnava alberi e fiori, la ritrovo a scrivere segreti sul suo diario.
E' arrivata timida tra tanti bimbi nuovi, e ora rispondo alle sue domande sull'amore, sui fidanzati, sui baci, sui figli.
Ha iniziato quando ancora guardava i baby looney tunes e magari Pocoyo. Ora litighiamo per i telefilm, perché "posso guardare i miei cartoni da grande?". E scopri che esiste beautiful per bambini, nascosto dietro al nome "non può essere", un po' ti rodi ma poi sai che non puoi scegliere tutto per lei.
A settembre la consolavo ogni mattina quando doveva entrare. Ora mi parla di quel compagno lì, quello che la fa ridere, quello che se la guarda diventa rossa, e delle sue amiche amiche, quelle che "abbiamo anche il club dell'agenda"

La mia bimba.

Quella che al parco giochi fa amicizia con tutti, poi chiacchiera con gli amici, vecchi e nuovi, sottovoce, controllando che io sia abbastanza lontana da non sentire.
Quella che nei suoi telefilm "da grandi" due si baciano, e lei li guarda con gli occhi spalancati, mi viene in braccio, e non smette di farmi domande per tutta la sera.

Ma quel telefilm è vero, cioé quelle persone esistono?
Si.
Ma è proprio così, cioé sono loro o è per finta?
Sono persone vere, ma nel telefilm recitano, come quando tu fai una recita, fingono per seguire una parte e creare una storia.
Ma quelli che si sono baciati sono fidanzati per davvero o per finta?
Non so se siano fidanzati per davvero, può anche essere di no.
Ma se non sono fidanzati, e lì si baciano...
E' per recitare la parte, per creare quella storia che piace a chi guarda.
Ma se lui è fidanzato con un'altra ragazza, ecco, se io fossi fidanzata non vorrei baciare qualcun altro.

E avanti. E' emozionante anche rispondere ricordandomi che tutte quelle domande me le ero fatte io, tanti anni fa.

La mia bimba. Che cresce e si allontana, poi torna, che fa domande, poi mi scappa, che mi coccola di più, ma mi svela di meno i suoi segreti, che mi fa domande su tutto, poi abbassa gli occhi imbarazzata.

Abbiamo lavorato tanto con lei. Lei che morde per paura di sentirsi dire no, lei che ci ha fatti urlare fino al mal di gola, che non la capivo, che mi avvicinavo e scappava. Ma abbiamo trovato la strada giusta, ho abbassato la guardia, ho allargato le braccia, e ora me la ritrovo così, coccolona, curiosa.

Per fortuna ancora bimba, che corre, salta, che non sta seduta, non ci riesce proprio, che si arrampica sugli alberi e se può salta da un ramo all'altro, che si rotola nella sabbia e sull'erba, che cammina scalza. Più signorina di prima ma non troppo.

Un anno ed è cresciuta tanto, tantissimo. Mentre io la guardo, mi emoziono e mi commuovo.


mercoledì 15 febbraio 2012

La prima pagella

Trovarsi davanti una maestra emozionata è una cosa davvero speciale.

Una pagella ottima, voti perfetti, resoconto commovente.

Sara è speciale, responsabile, dolce, allegra, intelligente, veloce fin troppo "non so mai cosa farle fare, mi giro e ha finito!", socievole, precisa, ordinata. Le ha conquistate, tutte e tre le maestre.

Beh, pensavo di uscire orgogliosa, ma mi sono anche commossa! La cosa che mi ha resa più felice è stato sentirmi dire che è anche serena e felice, le piace stare a scuola, le piace partecipare, sta bene, è contenta. Sicuramente il regalo più bello.

A casa abbracci e baci, occhi brillanti, sorrisi enormi. Vorrei solo riuscire a dirle quanto è speciale, scuola o non scuola, la nostra stellina per noi!

mercoledì 8 febbraio 2012

Piccole emozioni.

All'uscita di scuola, la solita Saretta che parla a fiume. 
Sono stati in biblioteca, per la prima volta, e ha scelto un libro, che leggerà da sola. Tutta emozionata, come la mamma, che adora i libri e a sentire la parola "biblioteca" si è allungata di 10 cm per la gioia.
Poi è stata con le sue due più care amiche, e hanno iniziato a scriversi frasine dolci sul diario. Così è arrivata a casa con due pagine di cuori e di dediche.
Nell'intervallo invece la prima fuga, dovrebbero restare nella propria classe ma la maestra è uscita, così ha preso coraggio ed è corsa nell'aula vicino, per salutare la sua più vecchia e cara amica. "Tanto eravamo in due, se ci vedevano non sgridavano solo me!".

Ecco, ieri ho trovato la foto del primo giorno di scuola. Sembrano passati secoli, e invece sono solo 5 mesi, ma a me sembra sia cambiata un mondo. Oggi ascoltandola, ho pensato a tutti questi mesi, a quanta paura ha avuto, ai pianti, al terrore delle maestre...

Lei che non faceva pipì perché non si osava chiedere di andare in bagno (nemmeno nell'intervallo!) ora scappa rischiando una ramanzina. 
Lei che si è arrabbiata tutto un pomeriggio perché non riusciva a fare la "P" in corsivo, ora ha un libro da leggersi da sola. 
Lei che sul diario non faceva nemmeno una virgola in più, che magari la maestra non vuole, ora si scambia dediche con le amiche. 
Lei che mi ha confessato di essere stata sgridata dalla maestra piangendo e solo dopo due settimane, perché aveva paura mi arrabbiassi, ora mi dice sorridendo complice che "tanto la maestra è uscita, e noi siamo andate veloci".

Lei non si rende conto di quanto sta crescendo... Io si, però! E così ogni tanto mi commuovo :-)

venerdì 14 ottobre 2011

Finalmente si parte davvero

Dopo 5 settimane.
Dopo un numero indefinito di brava, bravissima, ottimo lavoro, che bello, sei proprio brava, ecc ecc...
Dopo almeno quattro 10 alle verifiche.
Dopo aver cambiato maestra due volte e compagni una.
Dopo quattro compagni di banco diversi.
Dopo aver pianto per la paura della scuola, poi per quella di musica (che fanno cantare proprio te e non ti osi), poi per quella del doposcuola, poi per quella del prescuola, poi per quella di non sapere la filastrocca, poi per quella dei compiti da fare al doposcuola, insomma, dopo averle viste tutte e aver visto che sopravvivi.
Dopo giorni a consolarti, e altri a dirti che "basta, Sara, non sono tragedie, ce la farai, lo sai già, ora basta!!!!"
Dopo averti vista entrare piangendo e uscire a occhi bassi.
Dopo un mese di risvegli notturni e arrivi nel lettone.
Dopo un mese di mattine iniziate con un "non voglio andarci a scuola" e qualche lacrima.
Insieme a una nuova gelosia per tua sorella perché ora le coccole le vuoi anche tu.

Ecco, adesso ce l'hai fatta. Ieri finalmente mi hai detto "mi piacciono tanto Milena, Laura e Sabina, Antonella di meno, ma mi piace tanto lo stesso."
Allora non è poi male la scuola, vero?
No, è bella.

Non è durato tanto, cinque minuti. Poi ragionando hai concluso che "però non posso chiacchierare... e devo stare seduta... e non posso giocare quando voglio... non lo so mica se mi piace! Anzi no, non mi piace, non tanto".

Però stanotte per la prima volta non ti sei svegliata più. Questa mattina per la prima volta siamo tornate alle minacce (dai, Sara, ora alzati o ti devo buttare giù, forza che è tardi, Saraaaa! SARRAAAAAA!!!!!!) e non ti sei svegliata da sola piangendo. E per la prima volta non mi hai detto che avevi mal di pancia. Per la prima volta oggi sei entrata quasi sorridendo, e non hai pianto andando al doposcuola.

Ce l'hai fatta anche tu. Adesso posso dire anche io che a scuola va tutto bene, e anche tu ormai ridi quando rispondi "no, la scuola non mi piace!" :-)

martedì 13 settembre 2011

Sono felice felice felice...

Sara non voleva, non voleva poprio, paranoie su tutto, dal "come faccio a sapere dove devo sedermi" al "e se mi scappa la pipì?" passando per "come faccio a sapere cosa devo fare per i compiti?" e "ma cosa devo dire alla maestra", con la conclusione che la scuola "è brutta, sporca e puzza"quindi "tanto io so leggere e non mi interessa altro, non ci voglio andare".

Sapevo che era la paura di una cosa che non conosceva, e non mi preoccupava tantissimo, ma temevo che l'inizio fosse pesante. Beh, non avevo torto, ma pensavo durasse qualche giorno, invece... 5 minuti!

La maestra è tosta, non la conosco ma.. diciamo che a pelle la sensazione è "io faccio quello che devo al meglio, se qualcosa non va benissimo, ne parliamo, potete dirmi la vostra, ma tanto se ho deciso ho deciso e qui si fa a modo mio".  Ecco, non è cambiata questa sensazione (che ho avuto alla riunione prima dell'inizio)... ma per ora il suo modo mi piace.

E' arrivata con la chitarra, e una maestra con la chitarra non se l'aspettava nessuno, considerato poi che non ci siamo presi la più giovane. Siamo entrati tutti, stretti stretti ma ci siamo stati. 20 bambini, 20 banchetti.

La maestra ha iniziato con una canzoncina: tirava fuori da "una scatola magica che ho trovato stamattina sotto al cuscino" i biglietti, su ognuno il nome, e:

Mestra "ciao XXX sei tu qui...?"
XX "si maestra sono qui...."

Qualche bambino ha cantato a voce alta. Qualche altro piano piano con la mamma o il papà. Sara si è nascosta dietro di me, appena ha capito che doveva farlo le sono venute le lacrime e mi ha detto "canti tu" e così è stato. Si è riseduta con un lacrimone sulla guancia, ma si è presa lo stesso il suo applauso, ha poi applaudito la sua amichetta e compagna di banco, e da lì è andato tutto meglio.

La maestra ha spiegato a loro e a noi cosa avrebbero fatto..

Coloreranno una lumachina. Perché quest'anno faranno le lumache, un viaggio lento lento calmo calmo, non come i treni che vanno veloci e non vedi niente, andranno piano, e si godranno il paesaggio e tutto quello che passa. Poi porteranno la lumachina in cortile, la maestra farà la foto a tutta la classe e poi a ogni bimbo con la sua lumachina e il suo nome. E  poi ne ritaglieranno un'altra già colorata, perché chi taglia bene scriverà anche bene, e io vi guarderò. E coloreranno anche un disegno da mettere come copertina al quaderno. Non riusciranno a finirlo, quello sarà il loro primo compito, finire di colorarlo a casa.

Ho detto a Sara "Visto? Cosa ti avevo detto? tu adori colorare, e il tuo primo compito sarà colorare".

Mi ha fatto il suo primo sorriso, con gli occhi felici davvero!

"e dovrete colorarlo bene, voi, non mamma e papà, a me non piacciono le mamme e i papà che fanno i compiti, a me piacciono i vostri compiti..."

Ce ne siamo andati dopo un'ora. L'ho baciata e le ho detto "allora, ti piace?"

Un'ora prima mi ha detto piangendo "ma io non voglio stare qui tante ore senza di te, io voglio che torni subito". Alle 9, quando gliel'ho chiesto, mi ha risposto sussurando e sorridendo a occhi bassi "si... mi piace la scuola"

Ecco, tosta la maestra e fuori le altre mamme me l'hanno confermato. Di quelle con cui è meglio andare d'accordo.

Ma di 20 bambini, ne ho visti piangere 2 all'arrivo, 5 o 6 (tra cui Sara) aggrappati a mamma e papà per un bel po'. Quando siamo usciti, non uno che abbia protestato.Non mi sembra affatto poco! Sarà tosta, ma se questo è l'inizio, mi piace un sacco.

All'uscita era stanchissima, non ha quasi pranzato, non parlava... ma poi si è ripresa, ha fatto volentieri il compito, e dopo un'ora aveva già nostalgia della scuola.

Mamma... ho una strana sensazione, è come se... come se avessi nostalgia della scuola.

Ecco, quanto effetto mi fa sentirla parlare di sensazioni, di nostalgia, di scuola... quanto sembra piccola dietro al suo banco, e con quel grembiule addosso...

Poi c'è anche la maestra di matematica che "si chiama Sabina, ma si fa chiamare Sabrina, perché fa le magie, perché la matematica è noiosa, e noi non la facciamo, noi facciamo la matemagica".

Ecco, stamattina ha dato la mano alla sua amichetta, un bacio, un ciao con la mano, un sorriso ed è sparita con gli altri. Come nei film...