giovedì 30 giugno 2011

6 anni fa...

Sei anni fa a quest'ora ti guardavo... Dormivi, beata come un angelo, hai dormito alla faccia del caldo spaventoso, alla faccia dei muratori a due metri di distanza che sembravano voler buttare giù il mondo, hai dormito 6 ore mentre controllavo che respiravi, mentre mi chiedevo se stavi bene, se dovevo svegliarti...

Sei anni fa pensavo a tutto quello che era successo, alle urla, proprio le mie, che pensavo "no, mai, che vergogna...". Al vederti... Al tuo papà che si era tolgo la maglietta, e ti aveva presa in braccio, per primo, mentre tu cercavi già il seno. A quando ti hanno messa in braccio a me, ancora umida e scivolosa, mentre mi davano qualche punto, e tu volevi mangiare. Al primo bagno insieme, lì nella vasca in sala parto che quelle ostetriche, dolcissime, hanno riempito con litri d'acqua solo per farci fare il primo bagno insieme per pochi minuti... Quanto hai urlato amore mio, e quanto mi sentivo strana, senza saper cosa fare...

Sei anni fa in pochi minuti è cambiato tutto. Guardavo il tuo faccino, il naso "da grande", il tuo colorito abbronzato che sembrava fossi arrivata dal mare, e non mi stancavo mai.

Sono passati, volati, spariti. Non c'è un giorno che cancellerei, li rivivrei tutti, quanto hai preso, quanto hai dato a noi. Hai cancellato tutte le mie sicurezze per mettermene in mano di nuove, più grandi, più vere. E ora capisco cosa vuol dire che i figli insegnano ai genitori, e non solo viceversa.

Sei anni, e mi sembri grande. Stamattina ti ho raccontato tutto questo, il primo abbraccio di papà, su quel petto che poi hai voluto tante volte per dormirci sopra, a ranocchia... era il tuo letto preferito, d'altronde quale culla può essere migliore della pelle profumata di papà, col suono del suo cuore e l'affetto delle sue braccia? Ti ho raccontato di quanto ti abbiamo guardata, seguita, delle prime foto, della prima poppata, della prima lunga dormita. E tu hai sorriso, con quel sorriso che illumina tutto, e non c'è spazio per niente altro, che tanto non serve.

Buon compleanno amore. Che la vita non cancelli mai quei tuoi sorrisi.

martedì 28 giugno 2011

Quella che...

Quella che ha deciso che comanda lei. Avrà sentito la sorella, che ha sentito Strega Varana (accidenti anche al Fantabosco) e che ora gira per casa sotto la minaccia del "voglio, comando e posso" per poi pestare i piedi arrabbiata e frustrata vedendo che qui non funziona? O avrà imparato di suo, non so. Però decide lei. Cosa vuole mangiare, in che ordine, chi lo mette nel piatto, chi versa l'acqua, in quale bicchiere, da che posizione, si, anche la posizione. Non provare a versare l'acqua dalla sua destra se ti ha fatto vedere col dito e con un "ii" esplificativo che dovevi metterti alla sua sinistra. Dalla sua parte una sorella che, se non la picchia, obbedisce in tutto. Le dai la merendina. "No, tella". E la sorella la dà prima che dici di no. "Api". Faccio per aprire e scoppia l'urlo, quello disumano, quello che come minimo devi esserti rovesciato tutta l'acqua bollente della pasta addosso. "Noooo, tu gnoooo, via tu, Ara apeeee!!!". Ed eccoti la sorella pronta che te la sfila dalle mani mentre tu ancora ti chiedi che cosa le hai fatto perché urlasse così. "Gnooo, iii noooo, api iii!". Sara, pure tu, se devi aprirla dall'altra ci sarà un motivo... E le lasci nel loro brodo che ci stanno bene.

Quella che te la trovi seduta sullo sportello della lavastoviglie.
Scendi Alessia.
Gno. Faccia che "se t'avvicini mordo".
La prendi per il braccio, chiedendoti se sorridere o se ricambiare la faccia, e la sposti.
Urlo, sempre quello. Faccia rossa. Piedi pestati.
La guardi.
Le passa.
Mamma, etto cudi? (Mamma, cassetto lo chiudi?)
Chiudo il cassetto.
Acie mamma. E mi abbraccia e mi bacia.

Se sono i due anni, o se mangia qualcosa che non va, lo scoprirò col tempo...

Quella che ora dà la caccia alle mosche. Ne vede una e l'hai persa, faccia soddisfatta, dito indice pronto, la punta, e prova a toccarla. Scappa, la cerca, la vede, sorride, la punta e prova a toccarla. Scappa, la cerca, la vede, sorride, la punta e prova a toccarla. Ecco, potete andare avanti finché la mosca s'è stancata di prenderla per il naso e se ne va...

Quella che la porti al cinema. Sai che non resisterà. Inizia la pubbicità e s'incanta, poi urla di gioia, batte le mani, scuote le gambe felice, ride, sorride, e tu già ti pensi il giorno dopo, dire a tutti "si si, abbiamo visto Cars, tutti e 4, ma certo anche Alessia è rimasta fino alla fine, contentissima".

A 5 minuti dall'inizio siamo uscite, io e lei, con un bicchierone di pop corn in mano. L'alternativa era sperare che nessuno si lamentasse per quei 4 riccioli davanti a Saetta McQueen...

Quella che ha imparato a fare il cane. Tu sei seduto al cinema, tranquillo. Senti una cosa strana e viscida alle gambe. E' mia figlia che te le sta leccando. E quando sibili "nooo" inorridito ti guarda a quattro zampe, sorride e dice "bau". Ieri in piscina chiacchieravo. Poi mi sono sentita leccare i piedi. "Alessia, no i piedi di mamma!". Ha leccato quelli della sorella. "No, nemmeno quelli di Sara, non si leccano i piedi". Ha leccato in terra, mi ha guardato e mi ha detto "bau" sporgendomi la testolina per farsi accarezzare. Alla prossima mi porto due crocchette...

Quella lì. Si quella. Che la sera urlo pensando che prima o poi la vicina mi manderà l'assistente sociale. Che le dico "mamma si arrabbia" e mi fa la linguaccia. Se poi le dico "allora resta, ciao, mamma va via!" mi saluta e mi manda il bacio. E ride. Ride, ride, ride... Ecco, ma che avrà da ridere lei? Me lo chiedo mentre mi chiedo se arriverò viva al prossimo anno. Ma poi la prendo, la mordo, la bacio, la assaggio, e lei ride, ride, e dice "gnooo" ma tanto amore, quando mai li ascolti i miei? Ecco, tieniti i tuoi no che io ti mangio ora che sei pacioccosa e tenera, va!

martedì 21 giugno 2011

Lividi

Mamma, voglio quel libro.
Aspetta che te lo prendo
No, faccio io
Aspetta, Sara, è in alto te lo tir...
Ahhhhhh
Che c'è???
Mi sono caduti addosso!!!

Che ti stavo dicendo? Ah, si, è in alto te lo tiri sulla testa con gli altri. 3 libri di quelli formato gigante, e labbra tagliate...

Mamma, io vado in bici.
Sara, lì è liscio, fai p...

Volata. Mani, pancia, ginocchia a terra. Non le ci va il casco, le ci va la tuta da moto!

Sara, non ballare sul letto che cadi.
Ok mamma, scendo.. AHHHHHH!!!
Che c'è???

Un piede messo giù, l'altro rimasto piegato male sul materasso, è caduta con le ginocchia, non immagino che male... Ma non si vede, il ginocchio tanto era già nero da cadute precedenti

Dalla nonna. Corridoio lungo scarpiera in fondo. Deve entrare nell'ultima stanza, arriva di corsa, non frena, il cielo solo sa chi è che ha lasciato uno sportello della scarpiera aperto, se l'è preso in mezzo alla fronte. Urla atroci (ma tanto quelle sono da paura sempre... roba che invece di consolarla le dici che o urla più piano o torni dopo...)

Voglio anche io il gelato! E invece di salire sulla sedia salta e sbatte il gomito. urla.

Ahhhaaa
Che c'èèèè???

Qualcuno sa come si fa a cadere dalla sedia a testa prima? Ecco, io no, e a dire la verità nemmeno lei ha saputo spiegarmelo...

Ha le gambe viola, le spalle a chiazze viola, la fronte bollata e viola... Che non sappia che la moda è passata?

Ora poi la teppa ha deciso di seguire le orme della sorella. E ci sta riuscendo egregiamente.

Ieri sera si è impegnata più del solito.

Invece di dormire giocava. Ale dormi. Ride, gioca. Poi si mette il lenzuolo in testa. Fa il fantasma. E cade. Cavolacci, già dietro al cuscino ho messo altri due cuscini dritti, che c'è il bordo duro, e il davanzale, e si sa mai.. Ma sul fondo no! Inizierò stasera...

Quando ho sentito il botto pensavo di trovarmela con la fronte squarciata in due, stavo già dicendo a Sara di vestirsi, ero sola, e ci toccava andare al ps. Invece no, ha battuto il naso, forse è andata meglio così, però eccola stamattina al risveglio, cucciola.. 




Inizio a chiedermi se arriveranno intere alla maggiore età...

mercoledì 15 giugno 2011

Legate, sempre!

Versione 1.

Mamma, mi agganci tu?
Dai, Sara, per favore è tardi!!!!
Uffaaaa!
Buhaaahaaa!
No, Alessia, stai ferma, tanto ti lego e basta!
Gnoooo!!!!! Giùùùùù, HIIIIOOOO!
Si, ok, scendi e sali da sola, ma per favore, è tardiii!!
Ecco, io, chi, accio io.
Si brava, dai che ti lego.
Gno!
Si! Sara, ti sei legata?
Ufffaaaa, questa cinghia si blocca sempre!
Tesoro di mamma, se la tiri piano invece di fare il lancio del gancio...
E' colpa tua che non mi leghi!
Immaginavo... Alessia, togli le mani, santo cielo, è tardi!!!
Gno!
Si!
Mammmaaaa, non ci riesco!!!!
Dai, che ora arrivo, Alessia molla che mi sto arrabbiando...
Click
Ecco, vengo.
Click.
Oh, finalmente si part... Alessia, non devi sfilare le braccia, mannaggia!!!
Gno!
Si che le rimetti a posto! Oh, dai che andia... Alessiaaaaa!!!!!!!!
Gno!
Sfila le braccia e mi prendo il ciuccio.
Gno!
Si!
Si parte?.... (sguardo di controllo... passo felino... si forse stavolta....)

Versione 2.

Andiamo dai.
Sale Sara. Click.
Metto Alessia. Infila le manine al posto giusto. Click.
Si parte... e ti chiedi dove sta la fregatura.

A volte sono giorni si. Altri giorni no.
Altre ti trovi a due chilometri da casa, e Sara, a cui avevo detto "si, dai, ora ti lego io", urla "mammaaaaa!!!! sono slegata!!!". Lei aspettava me, io abituata a lei che fa da sola mi ero dimenticata... Ma sono poche, forse 3 da quando è nata. Che si deve legare lo sa da sempre. Le ho spiegato che è pericoloso, che rischia di farsi male.

Quanto male mamma?
Tanto, puoi sanguinare, puoi tagliarti, può anche andare peggio.

Aveva tre anni. Qualche giorno dopo ha visto una mamma di una sua compagna di nido partire con la figlia davanti, slegata. E si è messa a piangere:
"Mamma, ma perchè la mamma di X non la lega? Non sa che è pericoloso? Può farsi male, non è giusto"

E' vero, non è giusto. E la domanda non è scontata: perché?

A volte è la giornata giusta. Altre ci fermiamo 3 volte in due km per rimettere a posto le braccina della piccola testona. Altre piange. Altre non dice niente. Sara lo sa talmente bene che guai a partire e allacciarci la cintura tardi, non perdona. Qualche volta ci mettiamo di più a legarle che arrivare. Non importa.

Comunque, sempre legate, come salami se volete, ma al sicuro, per quel che si può!

Questo post partecipa alla campagna "se lo ami, legalo" di Genitori cresconoFarmacia SerraMammafelice e Vere mamme.

lunedì 13 giugno 2011

Motocross e tutù

Ieri pomeriggio gara di motocross. Sono un po' di giorni che Sara colora album di macchine, che vuole vedere rally e motocross, con infinito orgoglio del padre appassionato.
Pensavo si stancasse subito, come faceva sempre, invece... 3 ore con gli occhi fissi su quelle moto che correvano nel fango, poi col naso in su a guardare lo spettacolo di freestyle, seduta su una balla di fieno, sporca di terra, scarpe da ginnastica e guance rosse per il sole...

Ci ha detto che vuole provare, che le piace, che anche lei vuole la moto da cross. Tre ore vicina al papi, a parlarsi loro due, e il resto del mondo se lo è ricordato solo ogni tanto.

Beh, stasera la stessa aspirante motociclista, quella che ieri chiedeva stivaloni, tuta da moto, per poter correre nella terra, si metterà collant rosa e tutù bianco per fare il saggio di danza classica.

Come dire, non ci facciamo mancare proprio niente!

giovedì 9 giugno 2011

Baby sitter e cuoche.

Ho trovato una baby sitter fantastica!

Alessia la conosce, la adora, lei ha pazienza, sopporta, accetta, obbedisce, la porta a fare pipì anche 10 volte in due minuti, le legge libri, le cambia il pannolino, la fa giocare, la segue e... mi costa un euro l'ora! ;-)

Pora stella, al cinquantesimo minuto la Sara-babysitter mi ha detto "manca ancora tanto mamma?" E al mio "solo 10 minuti, amore..." Ha sospirato distrutta "ah, bene, allora ce la posso fare". :-)

Ieri sera invece... beh, eccole a preparare l'insalata.

Diciamo che finché non sanno cosa sono i sindacati ci va di lusso!



martedì 7 giugno 2011

Metti un pomeriggio di pioggia...

Anzi, metti che piove da giorni.

Piove.

Piove....

Hai fatto la spesa. Hai pulito casa. Non sei nemmeno a casa tua ma le ore sono lunghe.

Metti che ti ricordi della pasta di sale, e che è da Natale che non la fai. Metti che ci giochi per un'ora. E ti viene voglia di fare una torta, te la inventi di brutto, non hai ricette, ti ricordi quella, e quell'altra, erano due o tre? all'ananas lo yogurt andrà bene? Ma era quella al cioccolato o era quella con la marmellata sopra?

Metti che improvvisi di brutto, e ti esce buona, profumata, morbida, e anche le due gnappe di casa, che le torte le guardano male, se la mangiano di gusto.

Metti che è un altro giorno.

E piove.

Ancora....

Ok, vabbé, si dai, sporchiamoci!!!!! Che poi ci scappa anche il bagnetto!



domenica 5 giugno 2011

Primo week end

Per la prima volta da quando è nata Alessia, abbiamo lasciato le piccole a dormire da nonna, senza di noi... Per la prima volta da 3 anni ci siamo fatti un weed end a due.

Ovviamente ha piovuto.

Ovviamente Sara era felicissima. Alessia non ha capito niente e forse meglio così.

Mamma e papà hanno passato una serata stupenda, e una mattina all'insegna del relax. Sembra incredibile, ma ormai per noi è così strano non avere nessuno che urla, nessuno che ti chiama, nessuno che allaga il bagno, svuota la dispensa, rovescia i cereali in terra, sparge giochi... E' tutta la mattina che guardo la scatola della fattoria, sempre lì, al suo posto, non s'è mossa di un cm. E che mi guardo alle spalle mentre scrivo al pc, fa così strano riuscire a farlo in pace... Dormire tutta la notte, svegliarsi con calma, rigirarsi tra le coperte un'ora, alzarsi e andare in bagno senza seguiti fastidiosi, uscire a correre senza che nessuno piange...

Fra un po' le recuperiamo. Vedremo se la nonna è sopravvissuta e se loro hanno proteste da farci. Ma ce lo siamo promessi, questo è il primo e sicuramente non l'ultimo, ci vuole! Un po' più spesso magari...

venerdì 3 giugno 2011

Ciccibubu e la cena

La cena a casa nostra... Io mi impegno, davvero, sorrisi, argomenti interessanti, voce calma, viso rilassato...

Ma niente, non funziona, è una lotta, una di quelle cose che, appena hai finito, ti appoggi allo schienale della sedia con un sospiro che nemmeno un round di puggilato. Vabbé.

Sara non ce la fa. Lei e la sedia non hanno un buon rapporto, fanno a pugni tutto il tempo. E così me la ritrovo in posizioni strane, senza capire come ci è finita.
Il papi ancora non ha capito il concetto di "argomenti interessanti per tutti". Che forse a 6 e 2 anni, il nostro lavoro non sembra ancora così interessante. Prima o poi glielo diranno...

Alessia... ecco, lei ama la sedia, odia il seggiolino, le manca l'altezza. Inizia sedendosi, compostissima, cucchiaino alla mano, primo boccone da perfetto galateo. Ma, porella, la bocca arriva appena al bordo del piatto, collo lungo lungo, si stanca. E si mette in piedi.
Dopo due forchettate/cucchiainate si stanca. Sarà che non cucino bene, ma tutta quella roba nel piatto scappa. Con le mani viene meglio, allora, perché faticare?

Ecco, due sere fa mi giro e la vedo mangiare i crostini nel passato con le mani. Un po' l'abitudine, un po' che ormai il brodo le colava dal mento, dalle mani, dalle braccia, ti dici "peggio non può fare...".

Però poi sono finiti i crostini. Che vuoi farci col brodo? Ovvio, alzi il piatto e bevi. Mai, mai dire "peggio non può fare..." Sono riuscita a toglierle il brodo quando la fontana arrivava già sotto la sedia.

Ohm, ohm, ohm, si lava tutto, ce la farò...

Allunga le mani "mamma, baccio"
No no, stellina, sei più pucciata tu nel brodo dei crostini che ti sei mangiata, non ti prendo in braccio, prima ci laviamo.
Guarda il bicchiere... "aqua..."
Hai sete? Tieni, bevi...
Affonda le mani nell'acqua, mi guarda, sorride, occhi illuminati, viso orgoglioso "ite nine, bava, azie mamma, pego."
Pulite manine, brava, grazie mamma, prego.

Ecco, che gli fai a una così? Niente, il papà piange dalle risate, Sara si è spalmata sulla sedia nell'ennesima posizione, e io me la prendo in braccio, tanto lavatrice più o meno...

Ieri sera invece pane e marmellata. Le ho dato un pezzettino piccino picciò. Mi guarda arrabbiata, e con tono perentorio mi urla "no, no eto, tello!" (no, non questo, quello) indicando la fettona della sorella.

Fettona sia... La guarda, lecca la marmellata (iniziamo dal meglio, va...), le cade sul tavolo, ovviamente si spalma la parte sbagliata. Raccoglie, finisce il pane, guarda il tavolo, si china e risucchia, tipo aspirapolvere. Da noi la roba buona non si butta!

Ormai la guardo, ridendo o sospirando rassegnata.

Ciccibubu che c'entra? Sara, non so cosa ha sognato, da due giorni la chiama così. Dopo il primo giorno è arrivata e mi ha detto "da oggi per me lei è ciccibubu". Se piace a te... Mi ci sto abituando, se non faccio attenzione mi sa che inizio a chiamarla Ciccibubu anche io. Poi ovvio che cresce strana...

mercoledì 1 giugno 2011

Calcetto

Se c'è una cosa che a mio marito non è mai andata a genio è il calcio. Strano ma vero, non gli piace, proprio non lo digerisce, non lo guarda e meno che mai ci giocherebbe.

Anche con le piccole, gioca, passeggia, chiacchiera, ma i due calci al pallone non gli garbano nemmeno un po'.

A giugno, per il secondo anno, l'asilo di Sara organizza un torneo di calcetto dei papà.

Gliel'ho fatto sapere. Ha decretato che se volevamo veniva a vederlo con noi, ma niente di più, che lui col pallone non vuole averci niente a che fare.

Ieri Sara, tornando a casa:
Sai che ho fatto la coppa per il torneo di calcetto?
Tesoro, papà non giocherà a calcetto, e comunque forse lavora quindi non c'è...

Lacrime, musetto mogio e vocino rotto "papino, ma io così non posso darti la coppa, l'ho fatta tutta da sola, solo per te, tutti daranno la coppa al loro papà e io no...".

Oggi il papi in persona tornando a casa, con aria indifferente, mi ha annunciato che ha cambiato turno, che ci sarà, e che posso segnarlo nella lista dei partecipanti.

Si è guadagnato un disegno di Sara con un enorme "TI AMO" in mezzo.

Chissà se quella piccola donnina si rende conto che non ci sarà nessun altro uomo disposto a farsi corrompere così facilmente da lei... :-)