Quella che ha deciso che comanda lei. Avrà sentito la sorella, che ha sentito Strega Varana (accidenti anche al Fantabosco) e che ora gira per casa sotto la minaccia del "voglio, comando e posso" per poi pestare i piedi arrabbiata e frustrata vedendo che qui non funziona? O avrà imparato di suo, non so. Però decide lei. Cosa vuole mangiare, in che ordine, chi lo mette nel piatto, chi versa l'acqua, in quale bicchiere, da che posizione, si, anche la posizione. Non provare a versare l'acqua dalla sua destra se ti ha fatto vedere col dito e con un "ii" esplificativo che dovevi metterti alla sua sinistra. Dalla sua parte una sorella che, se non la picchia, obbedisce in tutto. Le dai la merendina. "No, tella". E la sorella la dà prima che dici di no. "Api". Faccio per aprire e scoppia l'urlo, quello disumano, quello che come minimo devi esserti rovesciato tutta l'acqua bollente della pasta addosso. "Noooo, tu gnoooo, via tu, Ara apeeee!!!". Ed eccoti la sorella pronta che te la sfila dalle mani mentre tu ancora ti chiedi che cosa le hai fatto perché urlasse così. "Gnooo, iii noooo, api iii!". Sara, pure tu, se devi aprirla dall'altra ci sarà un motivo... E le lasci nel loro brodo che ci stanno bene.
Quella che te la trovi seduta sullo sportello della lavastoviglie.
Scendi Alessia.
Gno. Faccia che "se t'avvicini mordo".
La prendi per il braccio, chiedendoti se sorridere o se ricambiare la faccia, e la sposti.
Urlo, sempre quello. Faccia rossa. Piedi pestati.
La guardi.
Le passa.
Mamma, etto cudi? (Mamma, cassetto lo chiudi?)
Chiudo il cassetto.
Acie mamma. E mi abbraccia e mi bacia.
Se sono i due anni, o se mangia qualcosa che non va, lo scoprirò col tempo...
Quella che ora dà la caccia alle mosche. Ne vede una e l'hai persa, faccia soddisfatta, dito indice pronto, la punta, e prova a toccarla. Scappa, la cerca, la vede, sorride, la punta e prova a toccarla. Scappa, la cerca, la vede, sorride, la punta e prova a toccarla. Ecco, potete andare avanti finché la mosca s'è stancata di prenderla per il naso e se ne va...
Quella che la porti al cinema. Sai che non resisterà. Inizia la pubbicità e s'incanta, poi urla di gioia, batte le mani, scuote le gambe felice, ride, sorride, e tu già ti pensi il giorno dopo, dire a tutti "si si, abbiamo visto Cars, tutti e 4, ma certo anche Alessia è rimasta fino alla fine, contentissima".
A 5 minuti dall'inizio siamo uscite, io e lei, con un bicchierone di pop corn in mano. L'alternativa era sperare che nessuno si lamentasse per quei 4 riccioli davanti a Saetta McQueen...
Quella che ha imparato a fare il cane. Tu sei seduto al cinema, tranquillo. Senti una cosa strana e viscida alle gambe. E' mia figlia che te le sta leccando. E quando sibili "nooo" inorridito ti guarda a quattro zampe, sorride e dice "bau". Ieri in piscina chiacchieravo. Poi mi sono sentita leccare i piedi. "Alessia, no i piedi di mamma!". Ha leccato quelli della sorella. "No, nemmeno quelli di Sara, non si leccano i piedi". Ha leccato in terra, mi ha guardato e mi ha detto "bau" sporgendomi la testolina per farsi accarezzare. Alla prossima mi porto due crocchette...
Quella lì. Si quella. Che la sera urlo pensando che prima o poi la vicina mi manderà l'assistente sociale. Che le dico "mamma si arrabbia" e mi fa la linguaccia. Se poi le dico "allora resta, ciao, mamma va via!" mi saluta e mi manda il bacio. E ride. Ride, ride, ride... Ecco, ma che avrà da ridere lei? Me lo chiedo mentre mi chiedo se arriverò viva al prossimo anno. Ma poi la prendo, la mordo, la bacio, la assaggio, e lei ride, ride, e dice "gnooo" ma tanto amore, quando mai li ascolti i miei? Ecco, tieniti i tuoi no che io ti mangio ora che sei pacioccosa e tenera, va!
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