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sabato 26 settembre 2015

Nuovo inizio

L'avventura inizia anche per te.

Con il tuo grembiulino che sembra troppo grande.

Con quel faccino che sembra troppo piccolo.

Con l'entusiasmo solito per le cose nuove.

Che sia una buona avventura, amore mio!




lunedì 1 settembre 2014

Pedalando...

Negli ultimi mesi hai chiesto la bici senza pedali fino allo sfinimento. Non c'è stato verso di spiegarti che ormai è piccola per te, né di convincerti a provare senza rotelle, né di farti piacere la tua bici con le rotelle.

Alla fine abbiamo pensato di toglierli noi i pedali... Detto fatto. Con tanta allegria l'hai spinta per andare più veloce,con i piedi sempre più in su. 

Poche settimane. Poi quei pedali li hai voluti di nuovo. Sembrava non funzionare, e hai rimesso la tua bici da parte, ma tempo che non ci facessimo più caso, ed ecco che ti ritroviamo a pedalare, da sola, come se l'avessi sempre fatto.

1° settembre 2014, da oggi anche tu vai in bici senza rotelle. E con i pedali! :-)

lunedì 11 agosto 2014

Piccole perle.

Viaggio in auto , Sara in pieno trip "cosa farò da grande". Quando sarò grande voglio essere ricca, a papà regalerò una moto, e a mamma una casa grande, e io voglio una casa grande e un giardino così potrò avere un cane, e poi a papà regalo questo, e vi faccio fare mille vacanze, e a mamma regalo quello, e ad Alessia questo qui, e poi voglio fare 3 lavori, ginnastica, baby sitter e modella, e guadagnare tantissimo, e...

Ecco, dopo 10 minuti di progetti Alessia si gira, la guarda con aria superiore e distaccata, e con tono da "rilassati" le dice, senza enfasi ma netta come una ghigliottina "Sara, ma guarda che tanto poi muori anche tu..."

In effetti, perché faticare tanto? ^_^

Mattinata per grandi, noi e la sorellona a fare rafting con gli amici, lei con l'amica coraggiosa che decide di restare a fare da baby sitter a quattro piccoletti sotto i 5 anni, "ma si, tanto tutti insieme sono bravissimi, e mi diverto anche" (ah, l'ottimismo!).
La sera resoconto della giornata. Alessia tutta serissima mi dice "mamma, sai che Maura è la migliore babysitte ddemmondo? Ma davvero davvero! E' stata tanto con noi e no ha fatto male a nessuno, eh!"

Mattina in due, io e lei. Tappa nel cortile condominiale per qualche giro in bici, e visto che per noi mamme stare con le mani in mano è un delitto, decido che potrei tentare di pulire un po' quella foresta pluviale che è la mia macchina. Ho ben 2 minuti di lavoro indisturbato. Poi...

"Mamma, guadda, c'è una cacca di uccello, checchifo!"
Tesoro, lo so, dai poi la laveremo.
Entro in garage, mi manca quel pezzo dell'aspirapolvere...
"Mamma, guadda, c'è caccad'uccello!"
Si, lo so tesoro, poi la puliamo.
Puliscio io?
No, no, lascia stare che ti sporchi, poi vediamo.
Ma se puliscio così?
(E quel pezzo non lo trovo, e cerchi, e pensi, e lei ti chiama, e cerchi, e poi arrivo, ma possibile che non può darmi un attimo?) Alessia, un attimo, cerco una cosa poi arrivo da te.

Finalmente esco.
Mammaguadda comme puliscio bene.
??? 

Alzo lo sguardo e mi sta grattando via la cacca dal tettino con una pietra!!!!

Urlo soffocato tardi, la tiro via, s'offende, si mette a piangere in un angolino.

Ecco... datemi la forza... -_-

domenica 1 giugno 2014

Giochiamo?

Alessia con papà.
Papino, giochiamo a pallina, io tiro a te e tu tiri a me, se cade a te hai perso, se cade a me hai perso.


Alessia con Sara.
Giochiamo a carta, sasso, forbice?
Si!
Alloa, io metto sasso e tu fobbice, ok?
Ah... si...
Ho vinto! Alloa, tu ora metti carta e io metto fobbice vabbene?
Eh, no Alessia, così non vale vinci sempre tu!
Eccetto, devo vincere io, e chi sennò! Sennò noggioco!


Alessia, giochiamo? Io nascondo questo, e tu devi trovarlo, però io ti dò degli indizi, anzi, tu mi fai delle domande e io ti rispondo, per esempio puoi chiedermi "è in soggiorno?" e io ti dico si o no, poi mi chiedi "è vicino al tavolo o al divano?" e io ti rispondo, capito?

Si
Allora tu conta e io nascondo.
Vabbene... unoduetequattocinquesceisetteottonnovediecciuncidoddiciteddiciquattodiciquinciventi... fatto?
Si, l'ho nascosto. 
Vuoi farmi una domanda?
Si.
Chiedimi.
Dov'è?

martedì 10 dicembre 2013

Dialoghi.

Banale forse dire che sembrava una di quelli che "non parlerà mai"...


In auto.

Mammaaaa.... guadda, trattoeee!!!
hai visto un trattore?
Si!
E com'era?
Mamma, era come era, noccapppissci mai niente tu!

Ancora in macchina, non ricordo la premessa...
Si, mamma, pecché io sono bella e topolosa....
Ah, davvero?
Si, sono bellissima, però.. non fatemi arrabbiare eh.... !

Ieri tornando a casa dall'asilo.
Mamma, sai che c'era maestra nuova?
Ah si?
Si, e si chiama Daniela, comme te.
Davvero? Ti piace?
Si, è brava...
E ci sarà lei quando la tua maestra Loredana avrà il suo bimbo?
No, ora Loredana no ha bimbo.
Non ancora, fra qualche mese...
Già, ora fa freddo, quando fa freddo lo tiene nella pancia pecché così sta caldo, quando fa caldo lei lo fa.

A casa, merenda.
Mamma, bava, fai bene a mangiare tanti mandarini!
Ah si? Perché mi fanno bene?
No, pecché così ti viene pancia gande e mi fai un bimbo.
Ah... eh, ma se papà non vuole?
Fa niente, lo tengo io nel mio letto, vicino vicino.
Capito...
Ti pego, peffffavvvvooooeeeeee!


Subito dopo merenda, scappando in bagno:
Mamma, io vado a lavammi denti, pecché non voglio che mi vengono le lacrime ai denti!

giovedì 28 novembre 2013

Sai tenere un segreto?

Segreto 1.

Riordino post cena, in cucina, le bimbe a giocare e noi confabuliamo sul come dare quel regalo, fresco fresco di acquisto, a Sara. Arriva Alessia, sente odore di novità e indaga.
Sai tenere un segreto amore?
Si!
Davvero davvero? Però non devi dire niente ancora per qualche minuto, promesso?
Pomesso croce succuore.
Abbiamo comprato un regalo per Sara, sai?
Davvero???
Shttc.. si si, davvero, e fra un po' glielo diamo, ma prima dobbiamo finire di riordinare qui.
Vado a digglielo!
??? No, no aspetta, è un segreto ricordi? Non devi dire niente, glielo diciamo fra un po'...
Ah... cappito... ehm... vado di là va bene?
Va bene, ma non dici niente vero?
(Torturandosi le manine pensierosa) No, io... no, non dico... dico solo che... io vado di là e le dico che... che domani vado all'asilo... che devo mettemmi piggiamma... io vado vabbene?
Va bene...

1 secondo... 2 secondi... 3 sec....
MAMMMAAAA!!!!!
Dimmi Sara.
Dov'è il mio regalo???????????

Segreto 2

A tavola.
E tu Alessia, mi racconti cosa hai fatto oggi?
Mhmm... oggi ho gioccato... ho manggiato... poi ho comprato un regalo con papà... pette... non te lo devo dire pecché è un segreto, pe' ttuo compleanno, quindi non te lo dico... Poi sono venuta a casa... Ho gioccatto.... Ora mangio...





venerdì 16 novembre 2012

Piccoli passi

Ormai sono passati due mesi dall'inizio dell'asilo. Conoscendo la piccola, temevo in qualche crisi epocale, con urla strazianti e lacrime a fiumi. Invece, grazie anche all'enorme disponibilità delle maestre (e conseguente presenza mia e della sorella per diverse ore) è stato tutto più morbido.

Ma Alessia sta bene in un posto solo: a casa sua con mamma e papà. Me l'ha ripetuto ieri, quando passando davanti all'asilo nido dove andava solo pochi mesi fa le ho chiesto se se lo ricordava, quel posto bellissimo dove c'erano le sue maestre e faceva giochi divertenti.

Mi ha risposto con un "no!" arrabbiatissimo "no è divertente, è butto, io no volevo 'ndare lì, io voio stare a casa, con mamma e papà!". Spiegati 3 anni di nido e 3 anni di mattine a lasciarla col muso lungo (anche se poi la riprendevo col sorriso a mille).

Così è anche cominciato l'asilo, qualche lacrimuccia le prime mattine in cui mamma non si fermava, poi broncetto, le piace, tanto, corre convinta fino al cancello, ma poi si ferma, mi tira il braccio, vuole che la prendo, passa in braccio alla maestra col faccino triste e mi lascia sconsolata così.

Fino a ieri.

Stessa scena di ogni mattina, ci cambiamo con allegria frizzante, corriamo insieme ridendo fino al cancellino, e lì si blocca di colpo, si fa seria, mi tira il braccio... ma non dice "mamma, voio in braccio". Aspetta. Arriva la maestra e le dà la mano, e va.

Stamattina speravo nel bis. Arriviamo al cancellino, si ferma, mi tiene la mano, arriva la maestra, dà mano a lei, e va. Poi si gira, e per la prima volta dopo due mesi mi fa ciao con la manina sorridendo e mandandomi un bacino.

Per la prima volta in due mesi.

Un secondo, brevissimo, in cui ti rendi conto di quanto siano grandi i piccoli passi, in cui pensi che solo un genitore può capire com'è possibile che basti una cosa del genere per commuoversi, che solo chi aggiunge una briciola ogni giorno può apprezzare una cosa che sembra tanto piccola ma che è costata a me e a lei due mesi di pazienza, fiducia, affetto, abbracci...

Stamattina sono una mamma ancora più felice.

venerdì 23 marzo 2012

Cestinato...

Esattamente 15 giorni fa abbiamo perso il ciuccio, aspettando Sara davanti a scuola ce l'avevi in bocca, tempo di salire in macchina ed era sparito. Cercato ovunque, abbiamo quasi smontato la macchina, fatto il giro della piazza della scuola almeno 3 volte, risvoltato la borsa, niente.

Poi due giorni fa scopro un taschino della giacca che non ho mai usato, è lì fuori, e si vede, ma non l'ho considerato. Era lì. 

Così ieri la decisione definitiva. Dopo giorni a chiedere il ciuccio, sere ad addormentarsi senza, anche se aspetta ancora che papà riesca a trovarlo (e si, perché "papà tova tutto, papà, lui tova e 'ggiusta tutto"), ormai era fatta.

E così ieri il ciuccio che ci fa compagnia da mesi e mesi, che si esce senza portafoglio ma senza quello no sennò sono guai, che toglievo ogni 3 secondi e ogni due lo richiedeva, ecco, ieri quello è finito nel cestino dei rifiuti davanti alla panetteria. Per fortuna quando lo scoprirà sarà abbastanza grande da non odiarmi... spero! :-)

mercoledì 21 marzo 2012

Io pensato che no!

Chicche della quasi treenne che ormai ha l'ultima parola quasi sempre.

Premettendo che in casa da settimane è tutto una lotta stile "è mio/no mio!/ho detto mmmiiioo!!!/no, mmmiio!/allora è di tutt'eddue/babbene, tutteddue, anchemmio anchettuo anche mmmmio!/tutt'eddue però!". Ecco, ormai posso farne una canzone.

Alessia, ma lo sai di chi è il compleanno fra un po'?
Dicchii? Gnonna?
No, non nonna...
Ah...
Di Alessia
Mio? (pronta alla lotta)
Si, tuo, proprio il tuo complennao.
(Illuminatissima) Tutto tutto mio?
Si...
No tutteddue? Tutto mio, sciolo 'lessia?
Si amore...

Ecco, se avete presente una bambina felice...

All'uscita del nido, pulizie di primavera... nasali! Ebbenesì, qualche bambino sfugge? Le mie no, ahimé.
Alessia, basta con quelle dita nel naso, per favore!
Mannnooooo.... maddaiiii.... popi!
No, macché topi, non ci sono i topi, toglile subito!
Sci 'nvece, popi si!
Invece no, non sta bene mettere le dita nel naso, ora basta, i topi NON ci sono!
Masscì, guadda, popo, eccollolò

Sul dito la prova inconfutabile. E che devo fare io?

Preparando una lavatrice, fino a qualche giorno prima impazziva per mettere lei la biancheria nella macchina.
Alessia, amore, mi metti in lavatrice tutte queste cose?
Faccino pensieroso, labbra in fuori, occhi in su...
Mhmmm.... 'petta eh.... mhmmm... io pensato che no!
Fa spallucce e se ne va.

Da mangiare :-)

martedì 20 dicembre 2011

Senti chi parla...

Ci siamo, anche Alessia ha deciso che si può parlare. E ovviamente son dolori.


A tavola.
Mamma, aqua.
Tieni.
Teta aqua, no bolle.
No, non ha le bolle.
Lella bolle.
Si, quella ha le bolle.
No lessia bolle.
No, Alessia non vuole le bolle.
Anche Sciaa no.
Anche Sara niente bolle.
Anche mamma no.
Anche mamma niente bolle.
Papà lella bolle. 
Si, papà la beve quella.
No lessia.
No, Alessia no.
Lessia teta no bolle.
Si Alessia questa.
Tello lello.
Si, quello è un coltello, non toccarlo.
Fa bibi tello, no lessia.
Si, fa male, Alessia non lo deve toccare.
Teni tello (ovviamente lo prende e te lo passa)
Si, grazie, ma non toccarlo più.
No, no tocca lessia tello.
Brava. 
Lessia uccaino.
Si, Alessia cucchiaino.
E la cena va così.....



Ieri invece corso di nuoto per Sara, ultima lezione quindi tende aperte così i genitori possono guardare le prodezze dei figli nuotatori.
Sto facendo una palesissima campagna "pro corso Alessia" per settembre, insomma... Nuoto, tutte e due, stessa ora, e... un'ora per me, fuori di casa, farmi una passeggiata, leggere un libro, farmi due vasche, una pacchia!!! Ma devo convincere la piccola, ovvio...

Ecco, guardavamo Sara e davanti c'erano i bimbi piccoli.
Guarda, Alessia, guarda come schizzano
Sciii.... ciaf ciaf.
Fanno ciaf ciaf, ti piace?
Sci, tanto
Vuoi andare poi anche tu a fare sciaf sciaf?
Mannnoooo (fantastici i "mannoooo", li dice con la risata da "ma che cavolo dici!" buttando la testa all'indietro!)
No? Ma è divertente!
Sci, ente, ma lessia piccolla!
Sei piccola?
Sci, piccolla io! Gandi fanno ciaf ciaf, io piccolla, poi gande...
Poi da grande? Si, fra un po' di mesi, va bene?
Bene... quando gande lessia... quando va cuola.

Ecco, fregata. M'ha pure specificato che è grande quando va a scuola. A settembre l'ora libera non mi spetta ancora.


Stamattina. Sveglia presto tutte e due, mi hanno buttata giù dal letto prima che avessi il tempo di aprire gli occhi.

Quindi colazione presto, con Sara che alle 6.20 già si era cambiata, e si stava preparando la colazione, fosse mai che a scuola facciamo tardi. Insomma, ci resta un sacco di tempo.

A: mamma, tatoni
No, niente cartoni, basta! (siamo tornati al periodo in cui guarderebbe cartoni tutto il giorno!)
Sci, detto io, tatoni!
No, ho detto io, niente!
Sci 'nvece! (pernacchia, pestaggio piedi, tentato pizzicotto, tentata sberla sulla gamba)
Alessia, basta, ho detto niente cartoni e non picchiare che non si fa.
Sci tatoni, desso tatoni!
No!
Uno... (trasformazione in versione ruffiana, sorrisino, faccino piegato da una parte...)
No, non uno, niente amore.
Uno.... peffaoeeee (testolina ancora più piegata, sorriso ancora più largo, occhio languido...)
Alessia, no, non fanno bene tanti cartoni, poi oggi.
Poi?
Si, oggi pomeriggio
Acie mamma, acie mille (bacio sulla gamba, abbraccio alla gamba, ma... occhio alla fregatura!)
Prego amore.
Mamma?
Dimmi.
Tatoni (appunto, che ho detto, occhio alla fregatura!)
No, Alessia, ho detto oggi pomeriggio
Peffaoe... unooo....
No!
Sciii! (Trasformazione in versione "spacco tutto") sci 'nvece, detto sci io, uno tatone, uto!!!
Ho detto no, ora basta!
Sci, uno due te tatoni, tanti, uto, ito???
Ho detto no, basta.

Mi giro e sparecchio.

Quella si raddrizza, sospira, va da Sara:

Sciaaaa?
Che c'è?
Tatoni, detto sci mamma, posscio uno io....

No comment. E dopo lo step 4 (step 1: chiedo. 2: urlo e provo a spaventare. 3: provo a fare la ruffiana. 4: provo a fregare la sorella) è passata al 5, si è presa il telecomando e ha acceso da sola. Io ho spento ed è rimasta senza. Però... giusto ieri pensavo "almeno inizia a parlare, anche se poi il più delle volte sembra non capire cosa le dici...". Alla faccia di quella che non capisce. 

giovedì 11 agosto 2011

Voglia di parlare

E la piccola teppa inizia a parlare...

Così "iamo, bibolo, mamma iamo" e lo scivolo sembra improvvisamente una cosa romantica quanto la luna.

Lo yogurt è diventato frutta, e se lo dice lei è così, punto, che sennò s'offende e ti becchi certe occhiatacce che nemmeno Lucifero in persona... E le pàtate sono... sono patàte come sempre, ma non pensavi prima che bastava un accento diverso e un vocino così, e avrebbero cambiato gusto.

Le "aote" poi, sono gustose, ma così gustose, quando te le chiede saltellando sulla sedia, orgogliosa per essere riuscita a dire "aote" che se vincessi al superenalotto non avresti un sorriso come quello.

Poi ci sono tutti i vari "no mamma, io detto, via, tu via, vai, mio detto, io." che ti senti un po' un soldato agli ordini, ma ti squagli lo stesso.

Poi ci sono tutti i "sciola" del caso. Che ora fa tutto lei da sola. Anche le scale. Ok, solo a scendere, ok solo qualche gradino, vabbé fa un po' di caciara, ma è così orgogliosa di dirti "no mano, io sciola". Poi tocca salire, alza le braccia "baccio" e il giro tocca a te...

C'è anche il "teno" quello che passa dietro casa nostra, che è lì ogni giorno, e incanta ancora Sara. Ci piace tanto, proprio tanto. Poi mi prende per scema se per strada le spiego che "no amore, non è un treno quello, è un pullman/camion" e mi becco il "no, teno ello, ohhh" di turno, con quel "ohh" finale di una che non sopporta più di doverti spiegare le cose ogni volta. Però il "tattoe" lo riconosce benissimo, deve avere un nonsoché di speciale perché non lo confonde...

Per altre cose le parole non servono. Appena vede la piscina non chiede niente, tira giù i pantaloni ed è tutto chiaro, se poi siamo in mezzo al parcheggio, beh, sono dettagli...

E altre cose semplifichiamo. I pulcini fanno pio pio. Gli uccellini fanno pio pio. No,nonmenefreganientesepulcinieuccellinonsonougualinoncomplichiamocilavitachepiopiovabenepertutti. Punto.


Conta anche. 
Mi dai due mollette amore?
Ugno... due...
Ancora una
Teee... atto...
E voilà, sei pronta a iscriverla alla Bocconi a 10 anni che un genio non tutti ce l'hanno in casa. Al che le chiedi di passarti un calzino, ti dà le mutande, si offende se le spieghi la differenza, si va a prendere il ciuccio, e ringrazi che forse la Bocconi costa un tantino...


Che poi non è quel che dice. Ma quel vocino fino fino e dolce, mescolato a quelle facce che sa fare solo lei, roteando gli occhi al cielo senza speranza, inclinando la testolina e sgranando gli occhioni, stringendo e muovendo le labbra. Che le scoppi a riderle in faccia, e vengano a dirti che non va bene! 

mercoledì 3 agosto 2011

Un dolce cagnolino...

Succede che abitiamo al 4° piano. Senza ascensore.
Succede anche che la piccola sta crescendo, e 11 kg suonati non sono più un peso piuma.

Così si prova a farle fare la scalata da sola. Funziona raramente.

Ieri sera però ero decisa. E anche lei lo è stata, fino al secondo piano. Poi si piazza a gambe larghe, braccia in su, faccino tenero "baccio...". Ecco, ci siamo... Ma mi viene un flash.

No amore, non in braccio, fammi vedere come fa le scale il mio cagnolino bello...

Perché ora ad Alessia piace giocare al cagnolino. Così uno ci prova...

E ti ritrovi alle nove di sera con una piccoletta a 4 zampe su per le scale. Che si ferma e ti fa "bau" perché vuole la carezza. Che si ferma e scodinzola e riparte solo se le dici "vieni, vieni bel bau, che a casa c'è la pappa". Che tira fuori la lingua e ti lecca la gamba. E tu speri che non passi nessuno proprio in quel momento.

Poi arrivi a casa e lei è tutta contenta. Così alza le zampine davanti e ti fa capire che devi scendere giù. E ti bacia la guancia alla moda dei cani. Praticamente ci ha leccati tutti per mezz'ora. Ogni volta scendi pensando che devi dirle che non va tanto bene, ma nel frattempo incontri gli occhioni che brillano, il sorriso a lingua in fuori, il faccino tondo e....

Vabbé, ho passato la serata ad asciugarmi la guancia. Certi baci ne valgono la pena....

martedì 28 giugno 2011

Quella che...

Quella che ha deciso che comanda lei. Avrà sentito la sorella, che ha sentito Strega Varana (accidenti anche al Fantabosco) e che ora gira per casa sotto la minaccia del "voglio, comando e posso" per poi pestare i piedi arrabbiata e frustrata vedendo che qui non funziona? O avrà imparato di suo, non so. Però decide lei. Cosa vuole mangiare, in che ordine, chi lo mette nel piatto, chi versa l'acqua, in quale bicchiere, da che posizione, si, anche la posizione. Non provare a versare l'acqua dalla sua destra se ti ha fatto vedere col dito e con un "ii" esplificativo che dovevi metterti alla sua sinistra. Dalla sua parte una sorella che, se non la picchia, obbedisce in tutto. Le dai la merendina. "No, tella". E la sorella la dà prima che dici di no. "Api". Faccio per aprire e scoppia l'urlo, quello disumano, quello che come minimo devi esserti rovesciato tutta l'acqua bollente della pasta addosso. "Noooo, tu gnoooo, via tu, Ara apeeee!!!". Ed eccoti la sorella pronta che te la sfila dalle mani mentre tu ancora ti chiedi che cosa le hai fatto perché urlasse così. "Gnooo, iii noooo, api iii!". Sara, pure tu, se devi aprirla dall'altra ci sarà un motivo... E le lasci nel loro brodo che ci stanno bene.

Quella che te la trovi seduta sullo sportello della lavastoviglie.
Scendi Alessia.
Gno. Faccia che "se t'avvicini mordo".
La prendi per il braccio, chiedendoti se sorridere o se ricambiare la faccia, e la sposti.
Urlo, sempre quello. Faccia rossa. Piedi pestati.
La guardi.
Le passa.
Mamma, etto cudi? (Mamma, cassetto lo chiudi?)
Chiudo il cassetto.
Acie mamma. E mi abbraccia e mi bacia.

Se sono i due anni, o se mangia qualcosa che non va, lo scoprirò col tempo...

Quella che ora dà la caccia alle mosche. Ne vede una e l'hai persa, faccia soddisfatta, dito indice pronto, la punta, e prova a toccarla. Scappa, la cerca, la vede, sorride, la punta e prova a toccarla. Scappa, la cerca, la vede, sorride, la punta e prova a toccarla. Ecco, potete andare avanti finché la mosca s'è stancata di prenderla per il naso e se ne va...

Quella che la porti al cinema. Sai che non resisterà. Inizia la pubbicità e s'incanta, poi urla di gioia, batte le mani, scuote le gambe felice, ride, sorride, e tu già ti pensi il giorno dopo, dire a tutti "si si, abbiamo visto Cars, tutti e 4, ma certo anche Alessia è rimasta fino alla fine, contentissima".

A 5 minuti dall'inizio siamo uscite, io e lei, con un bicchierone di pop corn in mano. L'alternativa era sperare che nessuno si lamentasse per quei 4 riccioli davanti a Saetta McQueen...

Quella che ha imparato a fare il cane. Tu sei seduto al cinema, tranquillo. Senti una cosa strana e viscida alle gambe. E' mia figlia che te le sta leccando. E quando sibili "nooo" inorridito ti guarda a quattro zampe, sorride e dice "bau". Ieri in piscina chiacchieravo. Poi mi sono sentita leccare i piedi. "Alessia, no i piedi di mamma!". Ha leccato quelli della sorella. "No, nemmeno quelli di Sara, non si leccano i piedi". Ha leccato in terra, mi ha guardato e mi ha detto "bau" sporgendomi la testolina per farsi accarezzare. Alla prossima mi porto due crocchette...

Quella lì. Si quella. Che la sera urlo pensando che prima o poi la vicina mi manderà l'assistente sociale. Che le dico "mamma si arrabbia" e mi fa la linguaccia. Se poi le dico "allora resta, ciao, mamma va via!" mi saluta e mi manda il bacio. E ride. Ride, ride, ride... Ecco, ma che avrà da ridere lei? Me lo chiedo mentre mi chiedo se arriverò viva al prossimo anno. Ma poi la prendo, la mordo, la bacio, la assaggio, e lei ride, ride, e dice "gnooo" ma tanto amore, quando mai li ascolti i miei? Ecco, tieniti i tuoi no che io ti mangio ora che sei pacioccosa e tenera, va!

giovedì 26 maggio 2011

La prima gita!

Insieme all'ultima festa di asilo potevamo farci mancare la prima gita di Alessia?

Stesso giorno, due sezioni del nido, una ventina abbondante di bambini tra i due e i tre anni in fattoria!

Si è innamorata del pulman, ha guardato tutti gli animali curiosissima ma a debita distanza e al sicuro in braccio a mamma (che a fine giornata aveva il fianco deformato...), è scesa al piano pavimento solo dopo due ore, al sicuro a debita distanza da mucche, buoi, asini, cavalli, capre e galline. Sono riuscita a farle due foto. E' arrivata Sofia, una bellissima, dolcissima, allegra e scodinzolante cagnolona. Arrivata correndo e passando a un soffio da Alessia, che mi sono ritrovata in braccio al volo, con le unghie piantate nella schiena. Vabbé.... Per lo spuntino a base di pane e formaggio si è ripresa alla grande, si è piazzata in prima fila e ha subito preso doppia porzione. Chiamatela scema...

Ah, news della giornata, ha anche imparato a fare pipì gambe all'aria, sull'erba! Che con la gita c'entra come i cavoli a merenda, ma sono soddisfazioni!





domenica 22 maggio 2011

Litigi

Poco fa, Alessia, stanchissima.
Incontra una bimba della sua età, se la trova davanti e non le piace. Le ha detto "via!" ma l'altra niente. L'ha guardata brutto e l'altra l'ha ricambiata. Le ha fatto la pernacchia, si è arrabbiata, le ha urlato "tu gnooo! Viaaaa!!!". Altra pernacchia, ha pestato i piedi, è diventata rossa, e quando ha capito che quella era tosta e le rendeva pan per focaccia senza ascoltarla, si è messa a piangere disperata...

Alla fine ho avuto pietà e l'ho portata via dallo specchio. Dirle "amore, quella sei tu" mi ha fatto guadagnare un'occhiataccia e una pernacchia. La prossima volta le lascio che si prendano a pugni! :-)

lunedì 16 maggio 2011

Operazione pannolino.

Doveva iniziare ad agosto, ma fai che non fai, i lavori sono partiti prima. E così eccoci alle prese con pannolini-mutandina, vasini, riduttori, e gridolini vari di gioia.

Ecco, su certe cose la piccoletta ha le idee chiarissime:
- se dico pipì mamma e papà vanno in visibilio. Se mentre lo dico mi abbasso i pantaloni iniziano anche a correre.
- gli stessi che si arrabbiano come pazzi solo perché esprimo la mia arte sul loro divano, mi applaudono quando faccio due gocce di pipì nel vasino come fosse il meglio che c'è al mondo.
- nel water si può anche cadere, meglio non fidarsi.

Peccato che altre ancora non le abbia ancora afferrate, tipo il concetto del prima o dopo. "Pipì" può voler dire "devo farla" così come "l'ho già fatta". Per non parlare della relatività dei luoghi. Che sia in soggiorno, in mezzo a una piazza, o in coda al super, per lei non c'è differenza, se le prende il lume si abbassa i pantaloni e ti guarda soddisfatta. Tanto per capirci, stamattina la maestra del nido ci ha detto semplicemente che "ci ha chiesto di fare la pipì in bagno, poi... beh, praticamente sta tutta la mattina con i pantaloni alle caviglie". E ci si trova in mezzo alla via principale con una nanetta col sedere in aria.

Insomma, alla fine fiduciosi proviamo a toglierlo una sera. Col risultato di 4 pozze in 15 minuti sul pavimento! Alla prima togli le scarpe bagnate, alla seconda anche i calzini, alla terza vola sul bagnato rischiando la pelle, alla quarta trovi l'alone sul divano e decidi che non è ora. Vabbé, agosto è lontano....