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sabato 10 settembre 2011

Quando finisce l'asilo...

 Ieri l'ultimo giorno.

Che poi un conto è l'ultimo giorno e poi a settembre si inizia. Già ti rendi conto che un anno è passato e non sai dove l'hai messo. Ma quando finisce tutto... ecco, improvvisamente i dettagli a cui non hai mai fatto caso ti mancano! Non mangerà più su quei tavolini rotondi e colorati, e ti spiace, perché ti sembrano i migliori per lei. Non passerà più le mattina in terra a giocare con le amiche. E ti chiedi se è giusto. La "lezione" non sarà più solo mezz'ora, ma diventeranno 5, e non sai se è pronta. La maestra non l'accompagnerà più per la mano alla porta, sorridendo. Sai che ti mancherà.

Tre anni bellissimi. Una maestra che li ha resi speciali, Simona, la nostra Simona, che ha saputo accoglierla con affetto, che se l'è tenuta attaccata a una gamba i primi mesi, quando dell'asilo non voleva saperne, che l'ha poi vista staccarsi pian piano, che mi ha sempre parlato con un sorriso, la voce calma, il tono dolce. Ogni persona ti dà emozioni diverse, e con Simona ti senti al sicuro, a casa, accolta. Ti parla piano, ti guarda negli occhi, senti che ti vuole bene, ti chiedi come fa a volere bene così a tutti, e sai che è speciale.

Ci ha accompagnate 3 anni. E ora ci lascia.

Le abbiamo fatto un albumino piccolo, con le foto di questi 3 anni, con i ricordi di Sara. Ieri l'abbiamo salutata, baci, abbracci, lucciconi, vieni a trovarmi, certo, posso quando voglio vero? Poi ha preso il pacchetto, e siamo andate via.

Ci ha chiamate dalla finestra, asciugandosi gli occhi, dopo averlo aperto, per urlarci l'ultimo grazie, l'ultimo ciao di questi 3 anni. E ho pianto anche io, pensando che non le ho lasciato nemmeno un biglietto, che avrei voluto dirle tante cose. Che avrei voluto dirle quanto ha reso speciale l'asilo, quanto le sono grata perché questi 3 anni per Sara resteranno un ricordo bellissimo, anche grazie a lei, perché non tutti i bambini piangono quando gli dici "no, oggi non vai all'asilo". Quanto le sono grata perché li ha resi speciali anche per me, non tutti sanno farti sentire una mamma "giusta". Avrei voluto dirle che ce ne dovrebbero essere di più di maestre così. Che il regalo più bello che può avere mia figlia è di trovarne altre, che le facciano amare la scuola come ha amato l'asilo, e ci facciano di nuovo piangere fra 5 anni quando ci saluteremo.

Invece l'ho lasciata con un ciao fatto con la mano, veloce, perché poi le parole quando ti servono non vengono mai.

La rivedremo ancora, ma non sarà la stessa cosa.

Però ci resta nel cassetto questo ricordo bellissimo, che le cose belle fa male lasciarle, ma riempiono i cassetti, e quando domani Sara quel cassetto lo aprirà lo farà con un sorriso. E si ricorderà di una persona speciale che ha colorato la sua vita con i colori più belli.