mercoledì 27 luglio 2011

In montagna...

E così l'abbiamo fatto, prima camminata in montagna in 3, la piccolina da nonna e noi due solo per Sara, che ci voleva.
Beh, una bella incognita, tu che a volte cammini un'ora e altre ti stanchi ad alzarsi dal divano. Invece ci hai sorpresi. Percorso molto più lungo di quel che pensavamo, ci sono volute 3 ore, la prima è volata, sei partita dietro al tuo papi dopo avergli dato il suo biglietto di auguri per il compleanno, fatto da te, e hai saltellato sulle pietre come un cerbiatto, allegra e convinta di volerti trasferire in montagna...




La seconda ora è stata stancante, pensavamo che il rifugio fosse vicino, aspettavamo di vedere il prato promesso, e invece a ogni curva ancora strada... Ma c'era il lago da vedere, gli stambecchi da fotografare, lo spuntino con la marmellata come l'hai chiesto tu, mamma e papà da fotografare, ed è passata...






La terza ora è stata molto più difficile, io ero stanca, tu eri stravolta, il rifugio era lì davanti a noi, sembrava sempre a due passi, ma di nuovo niente.

Quando ormai sembrava di toccarlo ad allungare il braccio, ti ho detto "guarda, siamo arrivati!" poi ho letto il cartello. Altri 40 minuti. No, non si può!
Però ho iniziato a inventarmi storie, cose strane e ridicole, ci sono riuscita bene, ti sei distratta e ce l'hai fatta, un passo dopo l'altro e sei arrivata, e non ci credevo io, e nemmeno tu! Quando ti ho detto "amore, questa volta è vero, questa volta siamo arrivati, ce l'hai fatta!" mi hai chiesto se era proprio vero vero...
Ed eccoti di nuovo carica, due panini al prosciutto (non mi lamenterò più che non mangi, piuttosto ti porto in montagna!), la merendina rubata a papà, anche l'omogeneizzato di frutta, e via, di nuovo a saltellare per il prato, a guardare col binocolo, a cercare cosa c'è là dietro, e dietro a quella pietra grande, e dietro a quella discesa...

E poi siamo ripartiti. Che dici, Sara, facciamo la strada più lunga, che è facile, o quella corta che è difficile?
Quella cortaaaa!!!
Ecco... corta più o meno, difficile molto più di quel che pensavo, da tenerti a ogni passo. Alla fine ti sei lamentata anche parecchio, e avevi ragione. Ma sei arrivata. Fino al parcheggio, fino al bar, fino a un meritato gelato.
La prossima volta giuro che controllo meglio il percorso. Ma intanto è stata una giornata bellissima, e tu ora lo sai, che non c'è niente che non puoi fare!

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.