mercoledì 15 febbraio 2012

La prima pagella

Trovarsi davanti una maestra emozionata è una cosa davvero speciale.

Una pagella ottima, voti perfetti, resoconto commovente.

Sara è speciale, responsabile, dolce, allegra, intelligente, veloce fin troppo "non so mai cosa farle fare, mi giro e ha finito!", socievole, precisa, ordinata. Le ha conquistate, tutte e tre le maestre.

Beh, pensavo di uscire orgogliosa, ma mi sono anche commossa! La cosa che mi ha resa più felice è stato sentirmi dire che è anche serena e felice, le piace stare a scuola, le piace partecipare, sta bene, è contenta. Sicuramente il regalo più bello.

A casa abbracci e baci, occhi brillanti, sorrisi enormi. Vorrei solo riuscire a dirle quanto è speciale, scuola o non scuola, la nostra stellina per noi!

mercoledì 8 febbraio 2012

Piccole emozioni.

All'uscita di scuola, la solita Saretta che parla a fiume. 
Sono stati in biblioteca, per la prima volta, e ha scelto un libro, che leggerà da sola. Tutta emozionata, come la mamma, che adora i libri e a sentire la parola "biblioteca" si è allungata di 10 cm per la gioia.
Poi è stata con le sue due più care amiche, e hanno iniziato a scriversi frasine dolci sul diario. Così è arrivata a casa con due pagine di cuori e di dediche.
Nell'intervallo invece la prima fuga, dovrebbero restare nella propria classe ma la maestra è uscita, così ha preso coraggio ed è corsa nell'aula vicino, per salutare la sua più vecchia e cara amica. "Tanto eravamo in due, se ci vedevano non sgridavano solo me!".

Ecco, ieri ho trovato la foto del primo giorno di scuola. Sembrano passati secoli, e invece sono solo 5 mesi, ma a me sembra sia cambiata un mondo. Oggi ascoltandola, ho pensato a tutti questi mesi, a quanta paura ha avuto, ai pianti, al terrore delle maestre...

Lei che non faceva pipì perché non si osava chiedere di andare in bagno (nemmeno nell'intervallo!) ora scappa rischiando una ramanzina. 
Lei che si è arrabbiata tutto un pomeriggio perché non riusciva a fare la "P" in corsivo, ora ha un libro da leggersi da sola. 
Lei che sul diario non faceva nemmeno una virgola in più, che magari la maestra non vuole, ora si scambia dediche con le amiche. 
Lei che mi ha confessato di essere stata sgridata dalla maestra piangendo e solo dopo due settimane, perché aveva paura mi arrabbiassi, ora mi dice sorridendo complice che "tanto la maestra è uscita, e noi siamo andate veloci".

Lei non si rende conto di quanto sta crescendo... Io si, però! E così ogni tanto mi commuovo :-)

martedì 20 dicembre 2011

Senti chi parla...

Ci siamo, anche Alessia ha deciso che si può parlare. E ovviamente son dolori.


A tavola.
Mamma, aqua.
Tieni.
Teta aqua, no bolle.
No, non ha le bolle.
Lella bolle.
Si, quella ha le bolle.
No lessia bolle.
No, Alessia non vuole le bolle.
Anche Sciaa no.
Anche Sara niente bolle.
Anche mamma no.
Anche mamma niente bolle.
Papà lella bolle. 
Si, papà la beve quella.
No lessia.
No, Alessia no.
Lessia teta no bolle.
Si Alessia questa.
Tello lello.
Si, quello è un coltello, non toccarlo.
Fa bibi tello, no lessia.
Si, fa male, Alessia non lo deve toccare.
Teni tello (ovviamente lo prende e te lo passa)
Si, grazie, ma non toccarlo più.
No, no tocca lessia tello.
Brava. 
Lessia uccaino.
Si, Alessia cucchiaino.
E la cena va così.....



Ieri invece corso di nuoto per Sara, ultima lezione quindi tende aperte così i genitori possono guardare le prodezze dei figli nuotatori.
Sto facendo una palesissima campagna "pro corso Alessia" per settembre, insomma... Nuoto, tutte e due, stessa ora, e... un'ora per me, fuori di casa, farmi una passeggiata, leggere un libro, farmi due vasche, una pacchia!!! Ma devo convincere la piccola, ovvio...

Ecco, guardavamo Sara e davanti c'erano i bimbi piccoli.
Guarda, Alessia, guarda come schizzano
Sciii.... ciaf ciaf.
Fanno ciaf ciaf, ti piace?
Sci, tanto
Vuoi andare poi anche tu a fare sciaf sciaf?
Mannnoooo (fantastici i "mannoooo", li dice con la risata da "ma che cavolo dici!" buttando la testa all'indietro!)
No? Ma è divertente!
Sci, ente, ma lessia piccolla!
Sei piccola?
Sci, piccolla io! Gandi fanno ciaf ciaf, io piccolla, poi gande...
Poi da grande? Si, fra un po' di mesi, va bene?
Bene... quando gande lessia... quando va cuola.

Ecco, fregata. M'ha pure specificato che è grande quando va a scuola. A settembre l'ora libera non mi spetta ancora.


Stamattina. Sveglia presto tutte e due, mi hanno buttata giù dal letto prima che avessi il tempo di aprire gli occhi.

Quindi colazione presto, con Sara che alle 6.20 già si era cambiata, e si stava preparando la colazione, fosse mai che a scuola facciamo tardi. Insomma, ci resta un sacco di tempo.

A: mamma, tatoni
No, niente cartoni, basta! (siamo tornati al periodo in cui guarderebbe cartoni tutto il giorno!)
Sci, detto io, tatoni!
No, ho detto io, niente!
Sci 'nvece! (pernacchia, pestaggio piedi, tentato pizzicotto, tentata sberla sulla gamba)
Alessia, basta, ho detto niente cartoni e non picchiare che non si fa.
Sci tatoni, desso tatoni!
No!
Uno... (trasformazione in versione ruffiana, sorrisino, faccino piegato da una parte...)
No, non uno, niente amore.
Uno.... peffaoeeee (testolina ancora più piegata, sorriso ancora più largo, occhio languido...)
Alessia, no, non fanno bene tanti cartoni, poi oggi.
Poi?
Si, oggi pomeriggio
Acie mamma, acie mille (bacio sulla gamba, abbraccio alla gamba, ma... occhio alla fregatura!)
Prego amore.
Mamma?
Dimmi.
Tatoni (appunto, che ho detto, occhio alla fregatura!)
No, Alessia, ho detto oggi pomeriggio
Peffaoe... unooo....
No!
Sciii! (Trasformazione in versione "spacco tutto") sci 'nvece, detto sci io, uno tatone, uto!!!
Ho detto no, ora basta!
Sci, uno due te tatoni, tanti, uto, ito???
Ho detto no, basta.

Mi giro e sparecchio.

Quella si raddrizza, sospira, va da Sara:

Sciaaaa?
Che c'è?
Tatoni, detto sci mamma, posscio uno io....

No comment. E dopo lo step 4 (step 1: chiedo. 2: urlo e provo a spaventare. 3: provo a fare la ruffiana. 4: provo a fregare la sorella) è passata al 5, si è presa il telecomando e ha acceso da sola. Io ho spento ed è rimasta senza. Però... giusto ieri pensavo "almeno inizia a parlare, anche se poi il più delle volte sembra non capire cosa le dici...". Alla faccia di quella che non capisce. 

sabato 5 novembre 2011

Un libro, le treccine e i momenti magici

Mamma, mi fai tutta a treccine che così stasera faccio vedere a zio come sto?
Certo amore.

Ed ecco lì, una pausa pranzo passata a fare treccine (un'ora e venti di lavoro!). Lei si è presa un libro e me l'ha letto, pagina dopo pagina, parola dopo parola, abbiamo scoperto che i boa sono gialli se stanno male, il significato di almeno 3 parole, poi un sorriso a fine intrecciatura e... un bacio grande e un "grazie mamma" che ti fanno uscire di corsa, perché ormai è tardi, col sorriso da bambina.

venerdì 14 ottobre 2011

Finalmente si parte davvero

Dopo 5 settimane.
Dopo un numero indefinito di brava, bravissima, ottimo lavoro, che bello, sei proprio brava, ecc ecc...
Dopo almeno quattro 10 alle verifiche.
Dopo aver cambiato maestra due volte e compagni una.
Dopo quattro compagni di banco diversi.
Dopo aver pianto per la paura della scuola, poi per quella di musica (che fanno cantare proprio te e non ti osi), poi per quella del doposcuola, poi per quella del prescuola, poi per quella di non sapere la filastrocca, poi per quella dei compiti da fare al doposcuola, insomma, dopo averle viste tutte e aver visto che sopravvivi.
Dopo giorni a consolarti, e altri a dirti che "basta, Sara, non sono tragedie, ce la farai, lo sai già, ora basta!!!!"
Dopo averti vista entrare piangendo e uscire a occhi bassi.
Dopo un mese di risvegli notturni e arrivi nel lettone.
Dopo un mese di mattine iniziate con un "non voglio andarci a scuola" e qualche lacrima.
Insieme a una nuova gelosia per tua sorella perché ora le coccole le vuoi anche tu.

Ecco, adesso ce l'hai fatta. Ieri finalmente mi hai detto "mi piacciono tanto Milena, Laura e Sabina, Antonella di meno, ma mi piace tanto lo stesso."
Allora non è poi male la scuola, vero?
No, è bella.

Non è durato tanto, cinque minuti. Poi ragionando hai concluso che "però non posso chiacchierare... e devo stare seduta... e non posso giocare quando voglio... non lo so mica se mi piace! Anzi no, non mi piace, non tanto".

Però stanotte per la prima volta non ti sei svegliata più. Questa mattina per la prima volta siamo tornate alle minacce (dai, Sara, ora alzati o ti devo buttare giù, forza che è tardi, Saraaaa! SARRAAAAAA!!!!!!) e non ti sei svegliata da sola piangendo. E per la prima volta non mi hai detto che avevi mal di pancia. Per la prima volta oggi sei entrata quasi sorridendo, e non hai pianto andando al doposcuola.

Ce l'hai fatta anche tu. Adesso posso dire anche io che a scuola va tutto bene, e anche tu ormai ridi quando rispondi "no, la scuola non mi piace!" :-)

martedì 13 settembre 2011

Sono felice felice felice...

Sara non voleva, non voleva poprio, paranoie su tutto, dal "come faccio a sapere dove devo sedermi" al "e se mi scappa la pipì?" passando per "come faccio a sapere cosa devo fare per i compiti?" e "ma cosa devo dire alla maestra", con la conclusione che la scuola "è brutta, sporca e puzza"quindi "tanto io so leggere e non mi interessa altro, non ci voglio andare".

Sapevo che era la paura di una cosa che non conosceva, e non mi preoccupava tantissimo, ma temevo che l'inizio fosse pesante. Beh, non avevo torto, ma pensavo durasse qualche giorno, invece... 5 minuti!

La maestra è tosta, non la conosco ma.. diciamo che a pelle la sensazione è "io faccio quello che devo al meglio, se qualcosa non va benissimo, ne parliamo, potete dirmi la vostra, ma tanto se ho deciso ho deciso e qui si fa a modo mio".  Ecco, non è cambiata questa sensazione (che ho avuto alla riunione prima dell'inizio)... ma per ora il suo modo mi piace.

E' arrivata con la chitarra, e una maestra con la chitarra non se l'aspettava nessuno, considerato poi che non ci siamo presi la più giovane. Siamo entrati tutti, stretti stretti ma ci siamo stati. 20 bambini, 20 banchetti.

La maestra ha iniziato con una canzoncina: tirava fuori da "una scatola magica che ho trovato stamattina sotto al cuscino" i biglietti, su ognuno il nome, e:

Mestra "ciao XXX sei tu qui...?"
XX "si maestra sono qui...."

Qualche bambino ha cantato a voce alta. Qualche altro piano piano con la mamma o il papà. Sara si è nascosta dietro di me, appena ha capito che doveva farlo le sono venute le lacrime e mi ha detto "canti tu" e così è stato. Si è riseduta con un lacrimone sulla guancia, ma si è presa lo stesso il suo applauso, ha poi applaudito la sua amichetta e compagna di banco, e da lì è andato tutto meglio.

La maestra ha spiegato a loro e a noi cosa avrebbero fatto..

Coloreranno una lumachina. Perché quest'anno faranno le lumache, un viaggio lento lento calmo calmo, non come i treni che vanno veloci e non vedi niente, andranno piano, e si godranno il paesaggio e tutto quello che passa. Poi porteranno la lumachina in cortile, la maestra farà la foto a tutta la classe e poi a ogni bimbo con la sua lumachina e il suo nome. E  poi ne ritaglieranno un'altra già colorata, perché chi taglia bene scriverà anche bene, e io vi guarderò. E coloreranno anche un disegno da mettere come copertina al quaderno. Non riusciranno a finirlo, quello sarà il loro primo compito, finire di colorarlo a casa.

Ho detto a Sara "Visto? Cosa ti avevo detto? tu adori colorare, e il tuo primo compito sarà colorare".

Mi ha fatto il suo primo sorriso, con gli occhi felici davvero!

"e dovrete colorarlo bene, voi, non mamma e papà, a me non piacciono le mamme e i papà che fanno i compiti, a me piacciono i vostri compiti..."

Ce ne siamo andati dopo un'ora. L'ho baciata e le ho detto "allora, ti piace?"

Un'ora prima mi ha detto piangendo "ma io non voglio stare qui tante ore senza di te, io voglio che torni subito". Alle 9, quando gliel'ho chiesto, mi ha risposto sussurando e sorridendo a occhi bassi "si... mi piace la scuola"

Ecco, tosta la maestra e fuori le altre mamme me l'hanno confermato. Di quelle con cui è meglio andare d'accordo.

Ma di 20 bambini, ne ho visti piangere 2 all'arrivo, 5 o 6 (tra cui Sara) aggrappati a mamma e papà per un bel po'. Quando siamo usciti, non uno che abbia protestato.Non mi sembra affatto poco! Sarà tosta, ma se questo è l'inizio, mi piace un sacco.

All'uscita era stanchissima, non ha quasi pranzato, non parlava... ma poi si è ripresa, ha fatto volentieri il compito, e dopo un'ora aveva già nostalgia della scuola.

Mamma... ho una strana sensazione, è come se... come se avessi nostalgia della scuola.

Ecco, quanto effetto mi fa sentirla parlare di sensazioni, di nostalgia, di scuola... quanto sembra piccola dietro al suo banco, e con quel grembiule addosso...

Poi c'è anche la maestra di matematica che "si chiama Sabina, ma si fa chiamare Sabrina, perché fa le magie, perché la matematica è noiosa, e noi non la facciamo, noi facciamo la matemagica".

Ecco, stamattina ha dato la mano alla sua amichetta, un bacio, un ciao con la mano, un sorriso ed è sparita con gli altri. Come nei film...

sabato 10 settembre 2011

Quando finisce l'asilo...

 Ieri l'ultimo giorno.

Che poi un conto è l'ultimo giorno e poi a settembre si inizia. Già ti rendi conto che un anno è passato e non sai dove l'hai messo. Ma quando finisce tutto... ecco, improvvisamente i dettagli a cui non hai mai fatto caso ti mancano! Non mangerà più su quei tavolini rotondi e colorati, e ti spiace, perché ti sembrano i migliori per lei. Non passerà più le mattina in terra a giocare con le amiche. E ti chiedi se è giusto. La "lezione" non sarà più solo mezz'ora, ma diventeranno 5, e non sai se è pronta. La maestra non l'accompagnerà più per la mano alla porta, sorridendo. Sai che ti mancherà.

Tre anni bellissimi. Una maestra che li ha resi speciali, Simona, la nostra Simona, che ha saputo accoglierla con affetto, che se l'è tenuta attaccata a una gamba i primi mesi, quando dell'asilo non voleva saperne, che l'ha poi vista staccarsi pian piano, che mi ha sempre parlato con un sorriso, la voce calma, il tono dolce. Ogni persona ti dà emozioni diverse, e con Simona ti senti al sicuro, a casa, accolta. Ti parla piano, ti guarda negli occhi, senti che ti vuole bene, ti chiedi come fa a volere bene così a tutti, e sai che è speciale.

Ci ha accompagnate 3 anni. E ora ci lascia.

Le abbiamo fatto un albumino piccolo, con le foto di questi 3 anni, con i ricordi di Sara. Ieri l'abbiamo salutata, baci, abbracci, lucciconi, vieni a trovarmi, certo, posso quando voglio vero? Poi ha preso il pacchetto, e siamo andate via.

Ci ha chiamate dalla finestra, asciugandosi gli occhi, dopo averlo aperto, per urlarci l'ultimo grazie, l'ultimo ciao di questi 3 anni. E ho pianto anche io, pensando che non le ho lasciato nemmeno un biglietto, che avrei voluto dirle tante cose. Che avrei voluto dirle quanto ha reso speciale l'asilo, quanto le sono grata perché questi 3 anni per Sara resteranno un ricordo bellissimo, anche grazie a lei, perché non tutti i bambini piangono quando gli dici "no, oggi non vai all'asilo". Quanto le sono grata perché li ha resi speciali anche per me, non tutti sanno farti sentire una mamma "giusta". Avrei voluto dirle che ce ne dovrebbero essere di più di maestre così. Che il regalo più bello che può avere mia figlia è di trovarne altre, che le facciano amare la scuola come ha amato l'asilo, e ci facciano di nuovo piangere fra 5 anni quando ci saluteremo.

Invece l'ho lasciata con un ciao fatto con la mano, veloce, perché poi le parole quando ti servono non vengono mai.

La rivedremo ancora, ma non sarà la stessa cosa.

Però ci resta nel cassetto questo ricordo bellissimo, che le cose belle fa male lasciarle, ma riempiono i cassetti, e quando domani Sara quel cassetto lo aprirà lo farà con un sorriso. E si ricorderà di una persona speciale che ha colorato la sua vita con i colori più belli.