venerdì 23 marzo 2012

Cestinato...

Esattamente 15 giorni fa abbiamo perso il ciuccio, aspettando Sara davanti a scuola ce l'avevi in bocca, tempo di salire in macchina ed era sparito. Cercato ovunque, abbiamo quasi smontato la macchina, fatto il giro della piazza della scuola almeno 3 volte, risvoltato la borsa, niente.

Poi due giorni fa scopro un taschino della giacca che non ho mai usato, è lì fuori, e si vede, ma non l'ho considerato. Era lì. 

Così ieri la decisione definitiva. Dopo giorni a chiedere il ciuccio, sere ad addormentarsi senza, anche se aspetta ancora che papà riesca a trovarlo (e si, perché "papà tova tutto, papà, lui tova e 'ggiusta tutto"), ormai era fatta.

E così ieri il ciuccio che ci fa compagnia da mesi e mesi, che si esce senza portafoglio ma senza quello no sennò sono guai, che toglievo ogni 3 secondi e ogni due lo richiedeva, ecco, ieri quello è finito nel cestino dei rifiuti davanti alla panetteria. Per fortuna quando lo scoprirà sarà abbastanza grande da non odiarmi... spero! :-)

mercoledì 21 marzo 2012

Io pensato che no!

Chicche della quasi treenne che ormai ha l'ultima parola quasi sempre.

Premettendo che in casa da settimane è tutto una lotta stile "è mio/no mio!/ho detto mmmiiioo!!!/no, mmmiio!/allora è di tutt'eddue/babbene, tutteddue, anchemmio anchettuo anche mmmmio!/tutt'eddue però!". Ecco, ormai posso farne una canzone.

Alessia, ma lo sai di chi è il compleanno fra un po'?
Dicchii? Gnonna?
No, non nonna...
Ah...
Di Alessia
Mio? (pronta alla lotta)
Si, tuo, proprio il tuo complennao.
(Illuminatissima) Tutto tutto mio?
Si...
No tutteddue? Tutto mio, sciolo 'lessia?
Si amore...

Ecco, se avete presente una bambina felice...

All'uscita del nido, pulizie di primavera... nasali! Ebbenesì, qualche bambino sfugge? Le mie no, ahimé.
Alessia, basta con quelle dita nel naso, per favore!
Mannnooooo.... maddaiiii.... popi!
No, macché topi, non ci sono i topi, toglile subito!
Sci 'nvece, popi si!
Invece no, non sta bene mettere le dita nel naso, ora basta, i topi NON ci sono!
Masscì, guadda, popo, eccollolò

Sul dito la prova inconfutabile. E che devo fare io?

Preparando una lavatrice, fino a qualche giorno prima impazziva per mettere lei la biancheria nella macchina.
Alessia, amore, mi metti in lavatrice tutte queste cose?
Faccino pensieroso, labbra in fuori, occhi in su...
Mhmmm.... 'petta eh.... mhmmm... io pensato che no!
Fa spallucce e se ne va.

Da mangiare :-)

mercoledì 15 febbraio 2012

La prima pagella

Trovarsi davanti una maestra emozionata è una cosa davvero speciale.

Una pagella ottima, voti perfetti, resoconto commovente.

Sara è speciale, responsabile, dolce, allegra, intelligente, veloce fin troppo "non so mai cosa farle fare, mi giro e ha finito!", socievole, precisa, ordinata. Le ha conquistate, tutte e tre le maestre.

Beh, pensavo di uscire orgogliosa, ma mi sono anche commossa! La cosa che mi ha resa più felice è stato sentirmi dire che è anche serena e felice, le piace stare a scuola, le piace partecipare, sta bene, è contenta. Sicuramente il regalo più bello.

A casa abbracci e baci, occhi brillanti, sorrisi enormi. Vorrei solo riuscire a dirle quanto è speciale, scuola o non scuola, la nostra stellina per noi!

mercoledì 8 febbraio 2012

Piccole emozioni.

All'uscita di scuola, la solita Saretta che parla a fiume. 
Sono stati in biblioteca, per la prima volta, e ha scelto un libro, che leggerà da sola. Tutta emozionata, come la mamma, che adora i libri e a sentire la parola "biblioteca" si è allungata di 10 cm per la gioia.
Poi è stata con le sue due più care amiche, e hanno iniziato a scriversi frasine dolci sul diario. Così è arrivata a casa con due pagine di cuori e di dediche.
Nell'intervallo invece la prima fuga, dovrebbero restare nella propria classe ma la maestra è uscita, così ha preso coraggio ed è corsa nell'aula vicino, per salutare la sua più vecchia e cara amica. "Tanto eravamo in due, se ci vedevano non sgridavano solo me!".

Ecco, ieri ho trovato la foto del primo giorno di scuola. Sembrano passati secoli, e invece sono solo 5 mesi, ma a me sembra sia cambiata un mondo. Oggi ascoltandola, ho pensato a tutti questi mesi, a quanta paura ha avuto, ai pianti, al terrore delle maestre...

Lei che non faceva pipì perché non si osava chiedere di andare in bagno (nemmeno nell'intervallo!) ora scappa rischiando una ramanzina. 
Lei che si è arrabbiata tutto un pomeriggio perché non riusciva a fare la "P" in corsivo, ora ha un libro da leggersi da sola. 
Lei che sul diario non faceva nemmeno una virgola in più, che magari la maestra non vuole, ora si scambia dediche con le amiche. 
Lei che mi ha confessato di essere stata sgridata dalla maestra piangendo e solo dopo due settimane, perché aveva paura mi arrabbiassi, ora mi dice sorridendo complice che "tanto la maestra è uscita, e noi siamo andate veloci".

Lei non si rende conto di quanto sta crescendo... Io si, però! E così ogni tanto mi commuovo :-)

martedì 20 dicembre 2011

Senti chi parla...

Ci siamo, anche Alessia ha deciso che si può parlare. E ovviamente son dolori.


A tavola.
Mamma, aqua.
Tieni.
Teta aqua, no bolle.
No, non ha le bolle.
Lella bolle.
Si, quella ha le bolle.
No lessia bolle.
No, Alessia non vuole le bolle.
Anche Sciaa no.
Anche Sara niente bolle.
Anche mamma no.
Anche mamma niente bolle.
Papà lella bolle. 
Si, papà la beve quella.
No lessia.
No, Alessia no.
Lessia teta no bolle.
Si Alessia questa.
Tello lello.
Si, quello è un coltello, non toccarlo.
Fa bibi tello, no lessia.
Si, fa male, Alessia non lo deve toccare.
Teni tello (ovviamente lo prende e te lo passa)
Si, grazie, ma non toccarlo più.
No, no tocca lessia tello.
Brava. 
Lessia uccaino.
Si, Alessia cucchiaino.
E la cena va così.....



Ieri invece corso di nuoto per Sara, ultima lezione quindi tende aperte così i genitori possono guardare le prodezze dei figli nuotatori.
Sto facendo una palesissima campagna "pro corso Alessia" per settembre, insomma... Nuoto, tutte e due, stessa ora, e... un'ora per me, fuori di casa, farmi una passeggiata, leggere un libro, farmi due vasche, una pacchia!!! Ma devo convincere la piccola, ovvio...

Ecco, guardavamo Sara e davanti c'erano i bimbi piccoli.
Guarda, Alessia, guarda come schizzano
Sciii.... ciaf ciaf.
Fanno ciaf ciaf, ti piace?
Sci, tanto
Vuoi andare poi anche tu a fare sciaf sciaf?
Mannnoooo (fantastici i "mannoooo", li dice con la risata da "ma che cavolo dici!" buttando la testa all'indietro!)
No? Ma è divertente!
Sci, ente, ma lessia piccolla!
Sei piccola?
Sci, piccolla io! Gandi fanno ciaf ciaf, io piccolla, poi gande...
Poi da grande? Si, fra un po' di mesi, va bene?
Bene... quando gande lessia... quando va cuola.

Ecco, fregata. M'ha pure specificato che è grande quando va a scuola. A settembre l'ora libera non mi spetta ancora.


Stamattina. Sveglia presto tutte e due, mi hanno buttata giù dal letto prima che avessi il tempo di aprire gli occhi.

Quindi colazione presto, con Sara che alle 6.20 già si era cambiata, e si stava preparando la colazione, fosse mai che a scuola facciamo tardi. Insomma, ci resta un sacco di tempo.

A: mamma, tatoni
No, niente cartoni, basta! (siamo tornati al periodo in cui guarderebbe cartoni tutto il giorno!)
Sci, detto io, tatoni!
No, ho detto io, niente!
Sci 'nvece! (pernacchia, pestaggio piedi, tentato pizzicotto, tentata sberla sulla gamba)
Alessia, basta, ho detto niente cartoni e non picchiare che non si fa.
Sci tatoni, desso tatoni!
No!
Uno... (trasformazione in versione ruffiana, sorrisino, faccino piegato da una parte...)
No, non uno, niente amore.
Uno.... peffaoeeee (testolina ancora più piegata, sorriso ancora più largo, occhio languido...)
Alessia, no, non fanno bene tanti cartoni, poi oggi.
Poi?
Si, oggi pomeriggio
Acie mamma, acie mille (bacio sulla gamba, abbraccio alla gamba, ma... occhio alla fregatura!)
Prego amore.
Mamma?
Dimmi.
Tatoni (appunto, che ho detto, occhio alla fregatura!)
No, Alessia, ho detto oggi pomeriggio
Peffaoe... unooo....
No!
Sciii! (Trasformazione in versione "spacco tutto") sci 'nvece, detto sci io, uno tatone, uto!!!
Ho detto no, ora basta!
Sci, uno due te tatoni, tanti, uto, ito???
Ho detto no, basta.

Mi giro e sparecchio.

Quella si raddrizza, sospira, va da Sara:

Sciaaaa?
Che c'è?
Tatoni, detto sci mamma, posscio uno io....

No comment. E dopo lo step 4 (step 1: chiedo. 2: urlo e provo a spaventare. 3: provo a fare la ruffiana. 4: provo a fregare la sorella) è passata al 5, si è presa il telecomando e ha acceso da sola. Io ho spento ed è rimasta senza. Però... giusto ieri pensavo "almeno inizia a parlare, anche se poi il più delle volte sembra non capire cosa le dici...". Alla faccia di quella che non capisce. 

sabato 5 novembre 2011

Un libro, le treccine e i momenti magici

Mamma, mi fai tutta a treccine che così stasera faccio vedere a zio come sto?
Certo amore.

Ed ecco lì, una pausa pranzo passata a fare treccine (un'ora e venti di lavoro!). Lei si è presa un libro e me l'ha letto, pagina dopo pagina, parola dopo parola, abbiamo scoperto che i boa sono gialli se stanno male, il significato di almeno 3 parole, poi un sorriso a fine intrecciatura e... un bacio grande e un "grazie mamma" che ti fanno uscire di corsa, perché ormai è tardi, col sorriso da bambina.

venerdì 14 ottobre 2011

Finalmente si parte davvero

Dopo 5 settimane.
Dopo un numero indefinito di brava, bravissima, ottimo lavoro, che bello, sei proprio brava, ecc ecc...
Dopo almeno quattro 10 alle verifiche.
Dopo aver cambiato maestra due volte e compagni una.
Dopo quattro compagni di banco diversi.
Dopo aver pianto per la paura della scuola, poi per quella di musica (che fanno cantare proprio te e non ti osi), poi per quella del doposcuola, poi per quella del prescuola, poi per quella di non sapere la filastrocca, poi per quella dei compiti da fare al doposcuola, insomma, dopo averle viste tutte e aver visto che sopravvivi.
Dopo giorni a consolarti, e altri a dirti che "basta, Sara, non sono tragedie, ce la farai, lo sai già, ora basta!!!!"
Dopo averti vista entrare piangendo e uscire a occhi bassi.
Dopo un mese di risvegli notturni e arrivi nel lettone.
Dopo un mese di mattine iniziate con un "non voglio andarci a scuola" e qualche lacrima.
Insieme a una nuova gelosia per tua sorella perché ora le coccole le vuoi anche tu.

Ecco, adesso ce l'hai fatta. Ieri finalmente mi hai detto "mi piacciono tanto Milena, Laura e Sabina, Antonella di meno, ma mi piace tanto lo stesso."
Allora non è poi male la scuola, vero?
No, è bella.

Non è durato tanto, cinque minuti. Poi ragionando hai concluso che "però non posso chiacchierare... e devo stare seduta... e non posso giocare quando voglio... non lo so mica se mi piace! Anzi no, non mi piace, non tanto".

Però stanotte per la prima volta non ti sei svegliata più. Questa mattina per la prima volta siamo tornate alle minacce (dai, Sara, ora alzati o ti devo buttare giù, forza che è tardi, Saraaaa! SARRAAAAAA!!!!!!) e non ti sei svegliata da sola piangendo. E per la prima volta non mi hai detto che avevi mal di pancia. Per la prima volta oggi sei entrata quasi sorridendo, e non hai pianto andando al doposcuola.

Ce l'hai fatta anche tu. Adesso posso dire anche io che a scuola va tutto bene, e anche tu ormai ridi quando rispondi "no, la scuola non mi piace!" :-)