mercoledì 27 giugno 2012

Piccole donne crescono.

Finita la scuola, ritirata la pagella, iniziate le vacanze.

Si ricarica e respira. Mentre io faccio bilanci, mi riguardo le foto di settembre, e guardo lei, di nuovo la foto del primo giorno di scuola, il grembiule, quello zaino enorme, il sorriso emozionato, che poi non avrei più visto per settimane, nascosto dal viso preoccupato e sapaventato e da qualche lacrima. Poi riguardo lei. 

Quanto si può crescere e cambiare in un anno? 

Una pagella meravigliosa, impegno al massimo, entusiasmo tanto e l'entusiasmo è proprio la cosa che mi interessa di più, quella per cui ho lavorato tanto.

Mamma ho preso 10. Brava amore, ma senti, cos'hai imparato? Hai visto quante cose nuove oggi, sei orgogliosa?

Quando ha iniziato scriveva paroline, la ritrovo seduta sul divano vicino a me, a leggersi il suo libro mentre io mi leggo il mio (o ci provo tra i mille "mamma, cosa vuol dire questo?"). 
L'ho portata che disegnava alberi e fiori, la ritrovo a scrivere segreti sul suo diario.
E' arrivata timida tra tanti bimbi nuovi, e ora rispondo alle sue domande sull'amore, sui fidanzati, sui baci, sui figli.
Ha iniziato quando ancora guardava i baby looney tunes e magari Pocoyo. Ora litighiamo per i telefilm, perché "posso guardare i miei cartoni da grande?". E scopri che esiste beautiful per bambini, nascosto dietro al nome "non può essere", un po' ti rodi ma poi sai che non puoi scegliere tutto per lei.
A settembre la consolavo ogni mattina quando doveva entrare. Ora mi parla di quel compagno lì, quello che la fa ridere, quello che se la guarda diventa rossa, e delle sue amiche amiche, quelle che "abbiamo anche il club dell'agenda"

La mia bimba.

Quella che al parco giochi fa amicizia con tutti, poi chiacchiera con gli amici, vecchi e nuovi, sottovoce, controllando che io sia abbastanza lontana da non sentire.
Quella che nei suoi telefilm "da grandi" due si baciano, e lei li guarda con gli occhi spalancati, mi viene in braccio, e non smette di farmi domande per tutta la sera.

Ma quel telefilm è vero, cioé quelle persone esistono?
Si.
Ma è proprio così, cioé sono loro o è per finta?
Sono persone vere, ma nel telefilm recitano, come quando tu fai una recita, fingono per seguire una parte e creare una storia.
Ma quelli che si sono baciati sono fidanzati per davvero o per finta?
Non so se siano fidanzati per davvero, può anche essere di no.
Ma se non sono fidanzati, e lì si baciano...
E' per recitare la parte, per creare quella storia che piace a chi guarda.
Ma se lui è fidanzato con un'altra ragazza, ecco, se io fossi fidanzata non vorrei baciare qualcun altro.

E avanti. E' emozionante anche rispondere ricordandomi che tutte quelle domande me le ero fatte io, tanti anni fa.

La mia bimba. Che cresce e si allontana, poi torna, che fa domande, poi mi scappa, che mi coccola di più, ma mi svela di meno i suoi segreti, che mi fa domande su tutto, poi abbassa gli occhi imbarazzata.

Abbiamo lavorato tanto con lei. Lei che morde per paura di sentirsi dire no, lei che ci ha fatti urlare fino al mal di gola, che non la capivo, che mi avvicinavo e scappava. Ma abbiamo trovato la strada giusta, ho abbassato la guardia, ho allargato le braccia, e ora me la ritrovo così, coccolona, curiosa.

Per fortuna ancora bimba, che corre, salta, che non sta seduta, non ci riesce proprio, che si arrampica sugli alberi e se può salta da un ramo all'altro, che si rotola nella sabbia e sull'erba, che cammina scalza. Più signorina di prima ma non troppo.

Un anno ed è cresciuta tanto, tantissimo. Mentre io la guardo, mi emoziono e mi commuovo.


giovedì 3 maggio 2012

Sorridi!

Post pranzo.
Le due sorelle complottano nel corridoio:(sussurrando) Pstt...ale... hai capito allora? Ti ricordi cosa devi dire? Vieni, shhtt... 
Mamma??
Dimmi Sara.
Ale deve dirti una cosa... (sottovoce: "vai ale, dillo!")
...
Dai, Ale, cos'è che vuoi?
(sorriso da bambi) Tatoni.
Possiamo cartoni mamma, dai possiamo? (sottovoce: vieni qui Ale!)

La prende in braccio e... "Ecco, ora, sorridi che è fatta!"

Ok, avrei dovuto difendere la mia dignità di genitore e dire no a priori, però ho preferito fotografarle!




venerdì 23 marzo 2012

Cestinato...

Esattamente 15 giorni fa abbiamo perso il ciuccio, aspettando Sara davanti a scuola ce l'avevi in bocca, tempo di salire in macchina ed era sparito. Cercato ovunque, abbiamo quasi smontato la macchina, fatto il giro della piazza della scuola almeno 3 volte, risvoltato la borsa, niente.

Poi due giorni fa scopro un taschino della giacca che non ho mai usato, è lì fuori, e si vede, ma non l'ho considerato. Era lì. 

Così ieri la decisione definitiva. Dopo giorni a chiedere il ciuccio, sere ad addormentarsi senza, anche se aspetta ancora che papà riesca a trovarlo (e si, perché "papà tova tutto, papà, lui tova e 'ggiusta tutto"), ormai era fatta.

E così ieri il ciuccio che ci fa compagnia da mesi e mesi, che si esce senza portafoglio ma senza quello no sennò sono guai, che toglievo ogni 3 secondi e ogni due lo richiedeva, ecco, ieri quello è finito nel cestino dei rifiuti davanti alla panetteria. Per fortuna quando lo scoprirà sarà abbastanza grande da non odiarmi... spero! :-)

mercoledì 21 marzo 2012

Io pensato che no!

Chicche della quasi treenne che ormai ha l'ultima parola quasi sempre.

Premettendo che in casa da settimane è tutto una lotta stile "è mio/no mio!/ho detto mmmiiioo!!!/no, mmmiio!/allora è di tutt'eddue/babbene, tutteddue, anchemmio anchettuo anche mmmmio!/tutt'eddue però!". Ecco, ormai posso farne una canzone.

Alessia, ma lo sai di chi è il compleanno fra un po'?
Dicchii? Gnonna?
No, non nonna...
Ah...
Di Alessia
Mio? (pronta alla lotta)
Si, tuo, proprio il tuo complennao.
(Illuminatissima) Tutto tutto mio?
Si...
No tutteddue? Tutto mio, sciolo 'lessia?
Si amore...

Ecco, se avete presente una bambina felice...

All'uscita del nido, pulizie di primavera... nasali! Ebbenesì, qualche bambino sfugge? Le mie no, ahimé.
Alessia, basta con quelle dita nel naso, per favore!
Mannnooooo.... maddaiiii.... popi!
No, macché topi, non ci sono i topi, toglile subito!
Sci 'nvece, popi si!
Invece no, non sta bene mettere le dita nel naso, ora basta, i topi NON ci sono!
Masscì, guadda, popo, eccollolò

Sul dito la prova inconfutabile. E che devo fare io?

Preparando una lavatrice, fino a qualche giorno prima impazziva per mettere lei la biancheria nella macchina.
Alessia, amore, mi metti in lavatrice tutte queste cose?
Faccino pensieroso, labbra in fuori, occhi in su...
Mhmmm.... 'petta eh.... mhmmm... io pensato che no!
Fa spallucce e se ne va.

Da mangiare :-)

mercoledì 15 febbraio 2012

La prima pagella

Trovarsi davanti una maestra emozionata è una cosa davvero speciale.

Una pagella ottima, voti perfetti, resoconto commovente.

Sara è speciale, responsabile, dolce, allegra, intelligente, veloce fin troppo "non so mai cosa farle fare, mi giro e ha finito!", socievole, precisa, ordinata. Le ha conquistate, tutte e tre le maestre.

Beh, pensavo di uscire orgogliosa, ma mi sono anche commossa! La cosa che mi ha resa più felice è stato sentirmi dire che è anche serena e felice, le piace stare a scuola, le piace partecipare, sta bene, è contenta. Sicuramente il regalo più bello.

A casa abbracci e baci, occhi brillanti, sorrisi enormi. Vorrei solo riuscire a dirle quanto è speciale, scuola o non scuola, la nostra stellina per noi!

mercoledì 8 febbraio 2012

Piccole emozioni.

All'uscita di scuola, la solita Saretta che parla a fiume. 
Sono stati in biblioteca, per la prima volta, e ha scelto un libro, che leggerà da sola. Tutta emozionata, come la mamma, che adora i libri e a sentire la parola "biblioteca" si è allungata di 10 cm per la gioia.
Poi è stata con le sue due più care amiche, e hanno iniziato a scriversi frasine dolci sul diario. Così è arrivata a casa con due pagine di cuori e di dediche.
Nell'intervallo invece la prima fuga, dovrebbero restare nella propria classe ma la maestra è uscita, così ha preso coraggio ed è corsa nell'aula vicino, per salutare la sua più vecchia e cara amica. "Tanto eravamo in due, se ci vedevano non sgridavano solo me!".

Ecco, ieri ho trovato la foto del primo giorno di scuola. Sembrano passati secoli, e invece sono solo 5 mesi, ma a me sembra sia cambiata un mondo. Oggi ascoltandola, ho pensato a tutti questi mesi, a quanta paura ha avuto, ai pianti, al terrore delle maestre...

Lei che non faceva pipì perché non si osava chiedere di andare in bagno (nemmeno nell'intervallo!) ora scappa rischiando una ramanzina. 
Lei che si è arrabbiata tutto un pomeriggio perché non riusciva a fare la "P" in corsivo, ora ha un libro da leggersi da sola. 
Lei che sul diario non faceva nemmeno una virgola in più, che magari la maestra non vuole, ora si scambia dediche con le amiche. 
Lei che mi ha confessato di essere stata sgridata dalla maestra piangendo e solo dopo due settimane, perché aveva paura mi arrabbiassi, ora mi dice sorridendo complice che "tanto la maestra è uscita, e noi siamo andate veloci".

Lei non si rende conto di quanto sta crescendo... Io si, però! E così ogni tanto mi commuovo :-)

martedì 20 dicembre 2011

Senti chi parla...

Ci siamo, anche Alessia ha deciso che si può parlare. E ovviamente son dolori.


A tavola.
Mamma, aqua.
Tieni.
Teta aqua, no bolle.
No, non ha le bolle.
Lella bolle.
Si, quella ha le bolle.
No lessia bolle.
No, Alessia non vuole le bolle.
Anche Sciaa no.
Anche Sara niente bolle.
Anche mamma no.
Anche mamma niente bolle.
Papà lella bolle. 
Si, papà la beve quella.
No lessia.
No, Alessia no.
Lessia teta no bolle.
Si Alessia questa.
Tello lello.
Si, quello è un coltello, non toccarlo.
Fa bibi tello, no lessia.
Si, fa male, Alessia non lo deve toccare.
Teni tello (ovviamente lo prende e te lo passa)
Si, grazie, ma non toccarlo più.
No, no tocca lessia tello.
Brava. 
Lessia uccaino.
Si, Alessia cucchiaino.
E la cena va così.....



Ieri invece corso di nuoto per Sara, ultima lezione quindi tende aperte così i genitori possono guardare le prodezze dei figli nuotatori.
Sto facendo una palesissima campagna "pro corso Alessia" per settembre, insomma... Nuoto, tutte e due, stessa ora, e... un'ora per me, fuori di casa, farmi una passeggiata, leggere un libro, farmi due vasche, una pacchia!!! Ma devo convincere la piccola, ovvio...

Ecco, guardavamo Sara e davanti c'erano i bimbi piccoli.
Guarda, Alessia, guarda come schizzano
Sciii.... ciaf ciaf.
Fanno ciaf ciaf, ti piace?
Sci, tanto
Vuoi andare poi anche tu a fare sciaf sciaf?
Mannnoooo (fantastici i "mannoooo", li dice con la risata da "ma che cavolo dici!" buttando la testa all'indietro!)
No? Ma è divertente!
Sci, ente, ma lessia piccolla!
Sei piccola?
Sci, piccolla io! Gandi fanno ciaf ciaf, io piccolla, poi gande...
Poi da grande? Si, fra un po' di mesi, va bene?
Bene... quando gande lessia... quando va cuola.

Ecco, fregata. M'ha pure specificato che è grande quando va a scuola. A settembre l'ora libera non mi spetta ancora.


Stamattina. Sveglia presto tutte e due, mi hanno buttata giù dal letto prima che avessi il tempo di aprire gli occhi.

Quindi colazione presto, con Sara che alle 6.20 già si era cambiata, e si stava preparando la colazione, fosse mai che a scuola facciamo tardi. Insomma, ci resta un sacco di tempo.

A: mamma, tatoni
No, niente cartoni, basta! (siamo tornati al periodo in cui guarderebbe cartoni tutto il giorno!)
Sci, detto io, tatoni!
No, ho detto io, niente!
Sci 'nvece! (pernacchia, pestaggio piedi, tentato pizzicotto, tentata sberla sulla gamba)
Alessia, basta, ho detto niente cartoni e non picchiare che non si fa.
Sci tatoni, desso tatoni!
No!
Uno... (trasformazione in versione ruffiana, sorrisino, faccino piegato da una parte...)
No, non uno, niente amore.
Uno.... peffaoeeee (testolina ancora più piegata, sorriso ancora più largo, occhio languido...)
Alessia, no, non fanno bene tanti cartoni, poi oggi.
Poi?
Si, oggi pomeriggio
Acie mamma, acie mille (bacio sulla gamba, abbraccio alla gamba, ma... occhio alla fregatura!)
Prego amore.
Mamma?
Dimmi.
Tatoni (appunto, che ho detto, occhio alla fregatura!)
No, Alessia, ho detto oggi pomeriggio
Peffaoe... unooo....
No!
Sciii! (Trasformazione in versione "spacco tutto") sci 'nvece, detto sci io, uno tatone, uto!!!
Ho detto no, ora basta!
Sci, uno due te tatoni, tanti, uto, ito???
Ho detto no, basta.

Mi giro e sparecchio.

Quella si raddrizza, sospira, va da Sara:

Sciaaaa?
Che c'è?
Tatoni, detto sci mamma, posscio uno io....

No comment. E dopo lo step 4 (step 1: chiedo. 2: urlo e provo a spaventare. 3: provo a fare la ruffiana. 4: provo a fregare la sorella) è passata al 5, si è presa il telecomando e ha acceso da sola. Io ho spento ed è rimasta senza. Però... giusto ieri pensavo "almeno inizia a parlare, anche se poi il più delle volte sembra non capire cosa le dici...". Alla faccia di quella che non capisce.